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venerdì 16 giugno 2017
Assaggiamo gli snack giapponesi!
sabato 27 maggio 2017
Dieci cose che non sapete di me
1) da piccolissima (ma veramente molto piccola, eh, tipo asilo) ero una piccola bambina prodigio: sapevo fare le moltiplicazioni e le divisioni e ho imparato a leggere e scrivere a 3 anni e mezzo.
2) ho messo gli occhiali a cinque anni e assolutamente li odiavo. Avevano il fusto rosa e trasparente e gigante, mi facevano apparire una tartaruga e me li toglievo ogni volta che potevo.
4) durante le medie picchiavo i miei compagni maschi. Ma FORTE: con gli stivali tiravo calcioni negli stinchi e lasciavo i lividi. Inoltre tiravo loro libri in testa e facevo veramente tanto male.
5) alle superiori ero una triste dark, adoravo i Clash e prendevo in giro i paninari.
6) dopo la fase dark, ho avuto una fase punk e mi sono perfino tinta i capelli di verde. Poi era troppo per la mia estetica e sono tornata "normale".
7) ho lavorato a Vienna per diverso tempo, prima presso un'assicurazione e poi in un negozietto nel centro storico. ADORAVO stare lì, ma poi ho conosciuto Paolo e sono tornata a Trieste.
8) quando avevo circa 26 anni ho cantato in un gruppo death metal come voce principale del gruppo. Ero l'unica ragazza con 4 maschi, facevamo concerti e mi sono divertita parecchio.
9) quando mi sono sposata non indossavo biancheria, era luglio ed era caldissimo: già il vestito mi sembrava troppo!
10) durante i primi anni di matrimonio io e Paolo eravamo appassionatissimi di scacchi e abbiamo fatto parte di un'associazione per circa 7 anni. Facevamo addirittura le 3 di mattina per terminare una partita.
Disclaimer: ho creato questo post per giocare un po', per scherzare (anche perché questo blog LANGUE da un po' di tempo e aveva bisogno di una bella svegliata!).
Dovete quindi sapere che solo UNA cosa delle sopraddette è vera, mentre sulle restanti nove ho spudoratamente mentito. Naturalmente non dirò assolutamente qual è e vi lascerò con la curiosità da brava sadica quale sono (muahahahahah).
Taggo Alice Twain perché colga il mio invito e scateni la sua fantasia!
2) ho messo gli occhiali a cinque anni e assolutamente li odiavo. Avevano il fusto rosa e trasparente e gigante, mi facevano apparire una tartaruga e me li toglievo ogni volta che potevo.
4) durante le medie picchiavo i miei compagni maschi. Ma FORTE: con gli stivali tiravo calcioni negli stinchi e lasciavo i lividi. Inoltre tiravo loro libri in testa e facevo veramente tanto male.
5) alle superiori ero una triste dark, adoravo i Clash e prendevo in giro i paninari.
6) dopo la fase dark, ho avuto una fase punk e mi sono perfino tinta i capelli di verde. Poi era troppo per la mia estetica e sono tornata "normale".
7) ho lavorato a Vienna per diverso tempo, prima presso un'assicurazione e poi in un negozietto nel centro storico. ADORAVO stare lì, ma poi ho conosciuto Paolo e sono tornata a Trieste.
8) quando avevo circa 26 anni ho cantato in un gruppo death metal come voce principale del gruppo. Ero l'unica ragazza con 4 maschi, facevamo concerti e mi sono divertita parecchio.
9) quando mi sono sposata non indossavo biancheria, era luglio ed era caldissimo: già il vestito mi sembrava troppo!
10) durante i primi anni di matrimonio io e Paolo eravamo appassionatissimi di scacchi e abbiamo fatto parte di un'associazione per circa 7 anni. Facevamo addirittura le 3 di mattina per terminare una partita.
Disclaimer: ho creato questo post per giocare un po', per scherzare (anche perché questo blog LANGUE da un po' di tempo e aveva bisogno di una bella svegliata!).
Dovete quindi sapere che solo UNA cosa delle sopraddette è vera, mentre sulle restanti nove ho spudoratamente mentito. Naturalmente non dirò assolutamente qual è e vi lascerò con la curiosità da brava sadica quale sono (muahahahahah).
Taggo Alice Twain perché colga il mio invito e scateni la sua fantasia!
mercoledì 22 febbraio 2017
Riflessioni sul copyright
Visto che di recente nel gruppo che amministro (Top down in italiano) son stati postati diversi materiali piratati, colgo l'occasione per approfondire l'argomento.
OGNI modello trovato in rete è protetto da copyright e non può essere divulgato a destra e a sinistra, nemmeno (e aggiungerei tanto più) quelli gratuiti. Non c'è giustificazione per prendere un modello "da internet" (che poi… avrà una provenienza, no? Internet è vastissimo e non basta come specifica) e pubblicarlo in altri siti che non siano quelli autorizzati dal creatore del pattern stesso.
Non è ammissibile scaricare immagini, cancellare le note del designer, tradurre e spacciare per proprio: questo si chiama furto, tra l'altro. Sì, anche se è gratis! Gratis non vuol dire che lo si può usare in questo modo o tradurlo senza autorizzazione o pubblicarlo su Facebook. Gratis vuol dire che lo si può lavorare per se stessi o lavorarlo e regalare il manufatto, ecco quello che si può fare. Lo volete vendere? Contattate l'autore, vi dirà lui come fare e vi dirà anche se vuole la percentuale. Ah, però PUZZA questa cosa, vero? Dividere i guadagni… beh, pensate che senza il modello che ha scritto lui, voi non avreste nulla da vendere, per cui, mordetevi la lingua e aprite il portafoglio.
"Eh, ma io non so l'inglese, mi è tanto comodo andare sul blog italiano che fa traduzioni illegalmente e dove però trovo tutti i modelli che voglio" Certo, comodissimo, però mettetevi per un momento nei panni della designer a cui questa signora ruba il traffico… io non sarei tanto contenta, sapete? In fondo chi offre modelli gratuiti (e non) "vive" sul traffico che passa attraverso il suo sito/il suo blog/la sua pagina Ravelry. E togliere quel traffico è fare in modo che abbia minore visibilità, per cui alla fine si scoccerà e non scriverà più nessun modello.
"Eh, ma i pattern costano e io non ho soldi" FALSO, c'è un mondo di pattern gratuiti. E se proprio uno vi piace così tanto, io credo che 5 Euro (costo meglio di un pattern) piano piano si possono risparmiare. Pensate anche ai costi che ha avuto il disegnatore: tempo speso per scrivere il pattern, tempo per lavorare il prototipo, tempo per darlo in test, tempo (e spesso anche soldi) per l'editing e la traduzione. Non vale tutto questo? Non è degno di essere ripagato? E' davvero più importante il VOSTRO risparmio?
"Eh, ma Internet è pieno di immagini e di siti russi e rumeni che pubblicano interi libri." Certo, siamo mica nati ieri. Semplicemente NON SI VA su quei siti e non si scarica materiale illegale. Che poi, sappiatelo, che questi siti sono pieni di virus e che per risparmiare 20 Euro di libro, poi buttate il computer da 2000 Euro: ben vi sta.)
E che questa riflessione serva a mettersi anche dal lato del designer che NON E' una persona da "fregare", ma è vostro amico. Preferireste che nessuno disegnasse più nulla? Presto di fa, si incrociano i ferri e si lavora solo per noi stessi. Però triste, no? Allora veniteci incontro: non scaricare materiale piratato, non pubblicate materiale piratato, non fate fotocopie dei libri per distribuirle alle amiche (sì, questa è una nota squisitamente personale)!
Fateci felici e siate legalissimi, noi vi ripagheremo con tutta la nostra creatività.
OGNI modello trovato in rete è protetto da copyright e non può essere divulgato a destra e a sinistra, nemmeno (e aggiungerei tanto più) quelli gratuiti. Non c'è giustificazione per prendere un modello "da internet" (che poi… avrà una provenienza, no? Internet è vastissimo e non basta come specifica) e pubblicarlo in altri siti che non siano quelli autorizzati dal creatore del pattern stesso.
Non è ammissibile scaricare immagini, cancellare le note del designer, tradurre e spacciare per proprio: questo si chiama furto, tra l'altro. Sì, anche se è gratis! Gratis non vuol dire che lo si può usare in questo modo o tradurlo senza autorizzazione o pubblicarlo su Facebook. Gratis vuol dire che lo si può lavorare per se stessi o lavorarlo e regalare il manufatto, ecco quello che si può fare. Lo volete vendere? Contattate l'autore, vi dirà lui come fare e vi dirà anche se vuole la percentuale. Ah, però PUZZA questa cosa, vero? Dividere i guadagni… beh, pensate che senza il modello che ha scritto lui, voi non avreste nulla da vendere, per cui, mordetevi la lingua e aprite il portafoglio.
"Eh, ma io non so l'inglese, mi è tanto comodo andare sul blog italiano che fa traduzioni illegalmente e dove però trovo tutti i modelli che voglio" Certo, comodissimo, però mettetevi per un momento nei panni della designer a cui questa signora ruba il traffico… io non sarei tanto contenta, sapete? In fondo chi offre modelli gratuiti (e non) "vive" sul traffico che passa attraverso il suo sito/il suo blog/la sua pagina Ravelry. E togliere quel traffico è fare in modo che abbia minore visibilità, per cui alla fine si scoccerà e non scriverà più nessun modello.
"Eh, ma i pattern costano e io non ho soldi" FALSO, c'è un mondo di pattern gratuiti. E se proprio uno vi piace così tanto, io credo che 5 Euro (costo meglio di un pattern) piano piano si possono risparmiare. Pensate anche ai costi che ha avuto il disegnatore: tempo speso per scrivere il pattern, tempo per lavorare il prototipo, tempo per darlo in test, tempo (e spesso anche soldi) per l'editing e la traduzione. Non vale tutto questo? Non è degno di essere ripagato? E' davvero più importante il VOSTRO risparmio?
"Eh, ma Internet è pieno di immagini e di siti russi e rumeni che pubblicano interi libri." Certo, siamo mica nati ieri. Semplicemente NON SI VA su quei siti e non si scarica materiale illegale. Che poi, sappiatelo, che questi siti sono pieni di virus e che per risparmiare 20 Euro di libro, poi buttate il computer da 2000 Euro: ben vi sta.)
E che questa riflessione serva a mettersi anche dal lato del designer che NON E' una persona da "fregare", ma è vostro amico. Preferireste che nessuno disegnasse più nulla? Presto di fa, si incrociano i ferri e si lavora solo per noi stessi. Però triste, no? Allora veniteci incontro: non scaricare materiale piratato, non pubblicate materiale piratato, non fate fotocopie dei libri per distribuirle alle amiche (sì, questa è una nota squisitamente personale)!
Fateci felici e siate legalissimi, noi vi ripagheremo con tutta la nostra creatività.
martedì 25 ottobre 2016
Cosa bolle in pentola?
Beh, mi sembra giusto un aggiornamento, anche se questo post lo scrivo più per me stessa, visto che sono molte le cose che minacciano di travolgermi.
Punto primo: la famiglia.
Mio suocero sta male, è in ospedale e la situazione non è allegra. Più che altro è un personaggio… come definirlo… impegnativo mi sembra adeguato. I figli stanno impazzendo dietro a lui, ma anche noi che stiamo dietro le quinte abbiamo sempre il pensiero fisso lì.
I figli vanno a scuola. E fin qua… ma hanno un sacco di ore di lezione, finiscono tardissimo (Figlio Peste un giorno quasi alle 3) e sono destabilizzata da non averli a casa con me, anche se è parecchio che la scuola è iniziata. Poi hanno mille attività parallele e mille richieste al minuto: quaderni, penne, matite, colle, cartoncini non squadrati ma con la squadratura (giuro), rette di nuoto, rette di scherma, camicie nere per coro. E amici per casa ovviamente. Insomma, vorrei fosse già giugno. Poi penso al caldo e mi passa la voglia.
Punto secondo: la maglia.
Principalmente sto lavorando al mio prossimo libro: ta-daaan! Non dite che non lo aspettavate.
Insomma, il lavoro procede tra alti e bassi. Sono in effetti abbastanza a buon punto e sono molto, ma molto, ma molto emozionata.
Il primo libro (KARTEN, se non ce l'avete ancora, lo trovate qua) mi è servito moltissimo a "farmi le ossa", ma anche a mettere in luce certi difettucci… e quindi, visto che conoscete tutti la mia smania di perfezione, sono corsa ai ripari con questo secondo. Che conterrà… 12 modelli, innanzitutto, e non solo accessori. Sono tutti bellissimi e ne vado pazza. Ovvio, li ho fatti io! Il tema conduttore è… Trieste, la mia città, i suoi colori, la sua poesia. Ne sono entusiasta (l'ho già detto? strano, non mi pareva, forse perchè sono ENTUSIASTA!)
Conterrà anche una sorpresa che nessuno si aspetta e che sanno davvero in pochissimi… per questo però bisogna aspettare l'uscita. Quando sarà? Se tutto va bene (e DEVE andare bene!) a gennaio, verso fine mese.
Questa volta mi sto avvalendo dell'aiuto di una tech editor, una figura che non esiste in Italia (infatti lei è americana!) per fare in modo che le spiegazioni siano perfette al 100%. Io, Donna e le tester (meravigliose, stupende, insostituibili) siamo impazzite fino a pochi giorni fa, ora tocca a lei.
Insomma, mi conoscete, io vorrei che fosse già tutto pronto! E invece tocca aspettare e questo mi angoscia terribilmente.
Accanto a questo stanno procedendo i TB6Cafè in giro per l'Italia e sono contentissima di ritrovare tutti i negozi e le persone che mi hanno dato fiducia. I capi che ho disegnato sono tra i più belli che io abbia mai creato, ne sono orgogliosissima! Non vedo l'ora di farveli vedere. In particolare non vedo l'ora di partecipare all'evento in Piemonte. Le novità per il 2017 le vedrete sulla pagina, ma posso anticipare che sarò nuovamente in Piemonte e molto presente nell'area di Milano (chissà dove, eh?) e… mi sposterò più a sud, così a sud non sono mai stata.
Insomma, ho il mio bel da fare e ne sono contentissima.
Punto terzo: progetti speciali.
Cosa posso dire senza svelare troppo? Che sto già pensando al terzo libro? Che sto scrivendo degli articoli e dei modelli che verranno presto pubblicati? Sempre che vada tutto bene, eh.
Sono piena di idee e che la testa mi frigge e di notte non riesco a dormire.
E dire che tutto questo si svolge nel soggiorno di casa mia, chi l'avrebbe mai detto!
Cosa vorrei? Vorrei, vorrei… un super calmante. O un eccitante, dipende dal momento. Una giornata con più ore. Quattro mani in più. E magari una testa, già che ci siamo. Se poi mi fanno un clone meglio. Vorrei un clone che sapesse parlare inglese e che prendesse in mano la mia pagina e Ravelry, così da poter comunicare con il mondo che non è Italia.
Chiedo troppo?
Punto primo: la famiglia.
Mio suocero sta male, è in ospedale e la situazione non è allegra. Più che altro è un personaggio… come definirlo… impegnativo mi sembra adeguato. I figli stanno impazzendo dietro a lui, ma anche noi che stiamo dietro le quinte abbiamo sempre il pensiero fisso lì.
I figli vanno a scuola. E fin qua… ma hanno un sacco di ore di lezione, finiscono tardissimo (Figlio Peste un giorno quasi alle 3) e sono destabilizzata da non averli a casa con me, anche se è parecchio che la scuola è iniziata. Poi hanno mille attività parallele e mille richieste al minuto: quaderni, penne, matite, colle, cartoncini non squadrati ma con la squadratura (giuro), rette di nuoto, rette di scherma, camicie nere per coro. E amici per casa ovviamente. Insomma, vorrei fosse già giugno. Poi penso al caldo e mi passa la voglia.
Punto secondo: la maglia.
Principalmente sto lavorando al mio prossimo libro: ta-daaan! Non dite che non lo aspettavate.
Insomma, il lavoro procede tra alti e bassi. Sono in effetti abbastanza a buon punto e sono molto, ma molto, ma molto emozionata.
Il primo libro (KARTEN, se non ce l'avete ancora, lo trovate qua) mi è servito moltissimo a "farmi le ossa", ma anche a mettere in luce certi difettucci… e quindi, visto che conoscete tutti la mia smania di perfezione, sono corsa ai ripari con questo secondo. Che conterrà… 12 modelli, innanzitutto, e non solo accessori. Sono tutti bellissimi e ne vado pazza. Ovvio, li ho fatti io! Il tema conduttore è… Trieste, la mia città, i suoi colori, la sua poesia. Ne sono entusiasta (l'ho già detto? strano, non mi pareva, forse perchè sono ENTUSIASTA!)
Conterrà anche una sorpresa che nessuno si aspetta e che sanno davvero in pochissimi… per questo però bisogna aspettare l'uscita. Quando sarà? Se tutto va bene (e DEVE andare bene!) a gennaio, verso fine mese.
Questa volta mi sto avvalendo dell'aiuto di una tech editor, una figura che non esiste in Italia (infatti lei è americana!) per fare in modo che le spiegazioni siano perfette al 100%. Io, Donna e le tester (meravigliose, stupende, insostituibili) siamo impazzite fino a pochi giorni fa, ora tocca a lei.
Insomma, mi conoscete, io vorrei che fosse già tutto pronto! E invece tocca aspettare e questo mi angoscia terribilmente.
Accanto a questo stanno procedendo i TB6Cafè in giro per l'Italia e sono contentissima di ritrovare tutti i negozi e le persone che mi hanno dato fiducia. I capi che ho disegnato sono tra i più belli che io abbia mai creato, ne sono orgogliosissima! Non vedo l'ora di farveli vedere. In particolare non vedo l'ora di partecipare all'evento in Piemonte. Le novità per il 2017 le vedrete sulla pagina, ma posso anticipare che sarò nuovamente in Piemonte e molto presente nell'area di Milano (chissà dove, eh?) e… mi sposterò più a sud, così a sud non sono mai stata.
Insomma, ho il mio bel da fare e ne sono contentissima.
Punto terzo: progetti speciali.
Cosa posso dire senza svelare troppo? Che sto già pensando al terzo libro? Che sto scrivendo degli articoli e dei modelli che verranno presto pubblicati? Sempre che vada tutto bene, eh.
Sono piena di idee e che la testa mi frigge e di notte non riesco a dormire.
E dire che tutto questo si svolge nel soggiorno di casa mia, chi l'avrebbe mai detto!
Cosa vorrei? Vorrei, vorrei… un super calmante. O un eccitante, dipende dal momento. Una giornata con più ore. Quattro mani in più. E magari una testa, già che ci siamo. Se poi mi fanno un clone meglio. Vorrei un clone che sapesse parlare inglese e che prendesse in mano la mia pagina e Ravelry, così da poter comunicare con il mondo che non è Italia.
Chiedo troppo?
lunedì 10 ottobre 2016
Nuovi arrivi
In casa c'è un nuovo gatto.
O meglio, gatta.
Si chiama Alex ed è una Maine Coon, i "cugini" dei Ragdoll.
E' stato un grande desiderio del Figlio Piccolo per festeggiare lafinedelleelementari/liniziodellemedie/ilmioundicesimocompleanno e via dicendo. E come resistere? Non si poteva. Ed ecco che arriva LEI. Uguale proprio precisa sputata a LUI, il Figlio Piccolo: vivace, simpatica, coccolona, sta in braccio ogni volta che può, mangia di tutto, anche me se glielo lascio fare. E adora disfare i lavori a maglia, tuffandosi dentro e tirando i fili!
Tutto il contrario del nostro gentlecat Strudel, che è proprio preciso sputato del Figlio Grande: dignitoso, solitario, contemplatore, non sta in braccio mai, mangia solo tonnettoschesir.
E che non guarda nemmeno da lontano il lavoro a maglia!
Il futuro lo vedo nero, eh.
O meglio, gatta.
Si chiama Alex ed è una Maine Coon, i "cugini" dei Ragdoll.
E' stato un grande desiderio del Figlio Piccolo per festeggiare lafinedelleelementari/liniziodellemedie/ilmioundicesimocompleanno e via dicendo. E come resistere? Non si poteva. Ed ecco che arriva LEI. Uguale proprio precisa sputata a LUI, il Figlio Piccolo: vivace, simpatica, coccolona, sta in braccio ogni volta che può, mangia di tutto, anche me se glielo lascio fare. E adora disfare i lavori a maglia, tuffandosi dentro e tirando i fili!
Tutto il contrario del nostro gentlecat Strudel, che è proprio preciso sputato del Figlio Grande: dignitoso, solitario, contemplatore, non sta in braccio mai, mangia solo tonnettoschesir.
E che non guarda nemmeno da lontano il lavoro a maglia!
Il futuro lo vedo nero, eh.
martedì 13 settembre 2016
Aspettativa
A volte, si, mi capita di passare di qua, soprattutto in periodi in cui ho meno da fare. Tipo dopo l'inizio della scuola, che mi fa sempre sentire carica di aspettative e di promesse, ma anche un po' nostalgica. Tipo a gennaio. Tipo a pensarci in agosto. Ma poi non avere la forza di scrivere nulla.
Perché… perché.
Perché mi sento assente, ad essere così assorbita da tutto quello che mi sta succedendo. Che è frenetico e velocissimo, ed anche io sono frenetica e velocissima (e felicissima, aggiungerei).
Ma visto che alcune ore la notte devo pur dormire, mi capita di non scrivere più.
Il che magari non è una gran perdita, perché il mio meglio lo dò nel design e di sicuro non nella scrittura, ma è una cosa che un po' mi manca. E il blog si mal concilia alla vita frenetica e velocissima che faccio, mentre Instagram e FaceBook lo sono decisamente di più.
Ho smesso di sentirmi in colpa per questo (meno male!) perché mi sono resa conto che, se scrivo, vuol dire che vivo meno. E in questo periodo vivo tantissimo! E quindi niente sensi di colpa, solo di mancanza.
Anche perché un fine che mi sono prefissa è quello di approfondire l'inglese: oh, come mi piacerebbe! Ma anche qua il tempo non c'è. E allora ci vorrebbe una Valentina Aggiuntiva, il Clone Servizievole, che studiasse ben bene la lingua e pubblicasse al posto mio.
Bello sognare.
Bello, sì.
Insomma, pur contenta, c'è qualcosa che mi manca. ma questo è tipico mio: essere felice di quello che ho (e grata, altroché!) ma cercare sempre qualcosa in cui posso migliorare, in cui posso perfezionarmi, per ESSERE sempre meglio. E, pur essendo molto contenta di tutto quello che faccio, cerco sempre qualcosa di più.
Bè, muovi il c**o e fallo, no?
Mi sa che ti ascolto.
Perché… perché.
Perché mi sento assente, ad essere così assorbita da tutto quello che mi sta succedendo. Che è frenetico e velocissimo, ed anche io sono frenetica e velocissima (e felicissima, aggiungerei).
Ma visto che alcune ore la notte devo pur dormire, mi capita di non scrivere più.
Il che magari non è una gran perdita, perché il mio meglio lo dò nel design e di sicuro non nella scrittura, ma è una cosa che un po' mi manca. E il blog si mal concilia alla vita frenetica e velocissima che faccio, mentre Instagram e FaceBook lo sono decisamente di più.
Ho smesso di sentirmi in colpa per questo (meno male!) perché mi sono resa conto che, se scrivo, vuol dire che vivo meno. E in questo periodo vivo tantissimo! E quindi niente sensi di colpa, solo di mancanza.
Anche perché un fine che mi sono prefissa è quello di approfondire l'inglese: oh, come mi piacerebbe! Ma anche qua il tempo non c'è. E allora ci vorrebbe una Valentina Aggiuntiva, il Clone Servizievole, che studiasse ben bene la lingua e pubblicasse al posto mio.
Bello sognare.
Bello, sì.
Insomma, pur contenta, c'è qualcosa che mi manca. ma questo è tipico mio: essere felice di quello che ho (e grata, altroché!) ma cercare sempre qualcosa in cui posso migliorare, in cui posso perfezionarmi, per ESSERE sempre meglio. E, pur essendo molto contenta di tutto quello che faccio, cerco sempre qualcosa di più.
Bè, muovi il c**o e fallo, no?
Mi sa che ti ascolto.
lunedì 24 agosto 2015
Senza "se" e senza "ma".
Questa estate si sta avviando alla conclusione, per fortuna.
O che peccato.
Insomma, sono preda si sentimenti contrastanti: è stata di sicuro un'estate terribile: calda per moltissime settimane, io che non tollero il caldo mi sentivo svuotata… sono riuscita a combinare poco rispetto a quello che avrei voluto! E' incominciata male ed è proseguita altalenando momenti belli, come il viaggio in Austria e Germania, il soggiorno a Grado e il TB6Cafè a Carate a momenti brutti, la spossatezza, la voglia di far niente, il gatto gnaulante, piccoli disturbi di salute, io che mi lamento.
Ed io ODIO lamentarmi!
In più si è aggiunta la sgradevolezza di vedere pubblicati su un sito americano (californiano per l'esattezza) alcuni miei pattern.
Così, semplicemente, li hanno presi (probabilmente anche comprati) e poi li hanno messi su questo sito dove chiunque viene, li compra con una "moneta" virtuale e bon.
Scocciante, no?
Non farò nomi perché, come mi ha fatto giustamente notare un amico, è come fare pubblicità a questo sito, però volevo davvero esprimere il mio… diciamo… disappunto? Balle girate? Beh, chiamatelo pure come vi pare.
E non è SOLO per la questione economica. ANCHE per quello, e scusate se parlo del vile denaro. Ma se ho deciso di metterli a pagamento e chiaro che qualcosina vorrei guadagnare io e non altri. Perché altrimenti lo regalo. O lo dono in beneficenza, come ho già fatto più di una volta (e mi scoccia un sacco ricordarlo perché sembra che butto in piatto la roba).
Ma sono io che decido. Io e basta.
Si, perché forse nessuno ci pensa, ma dietro ad un pattern ci sono ore di calcoli, di prove, di sbagli e rifai, di gioia ma anche di frustrazione.
Ed appropriarsi di tutto questo equivale a rubare.
Punto. Senza "se" e senza "ma".
E mi dispiace per voi se la pensate diversamente.
O che peccato.
Insomma, sono preda si sentimenti contrastanti: è stata di sicuro un'estate terribile: calda per moltissime settimane, io che non tollero il caldo mi sentivo svuotata… sono riuscita a combinare poco rispetto a quello che avrei voluto! E' incominciata male ed è proseguita altalenando momenti belli, come il viaggio in Austria e Germania, il soggiorno a Grado e il TB6Cafè a Carate a momenti brutti, la spossatezza, la voglia di far niente, il gatto gnaulante, piccoli disturbi di salute, io che mi lamento.
Ed io ODIO lamentarmi!
In più si è aggiunta la sgradevolezza di vedere pubblicati su un sito americano (californiano per l'esattezza) alcuni miei pattern.
Così, semplicemente, li hanno presi (probabilmente anche comprati) e poi li hanno messi su questo sito dove chiunque viene, li compra con una "moneta" virtuale e bon.
Scocciante, no?
Non farò nomi perché, come mi ha fatto giustamente notare un amico, è come fare pubblicità a questo sito, però volevo davvero esprimere il mio… diciamo… disappunto? Balle girate? Beh, chiamatelo pure come vi pare.
E non è SOLO per la questione economica. ANCHE per quello, e scusate se parlo del vile denaro. Ma se ho deciso di metterli a pagamento e chiaro che qualcosina vorrei guadagnare io e non altri. Perché altrimenti lo regalo. O lo dono in beneficenza, come ho già fatto più di una volta (e mi scoccia un sacco ricordarlo perché sembra che butto in piatto la roba).
Ma sono io che decido. Io e basta.
Si, perché forse nessuno ci pensa, ma dietro ad un pattern ci sono ore di calcoli, di prove, di sbagli e rifai, di gioia ma anche di frustrazione.
Ed appropriarsi di tutto questo equivale a rubare.
Punto. Senza "se" e senza "ma".
E mi dispiace per voi se la pensate diversamente.
martedì 27 gennaio 2015
Princess of Perpetual Procrastination
Un bel dire, "ho tempo, ho tempo", il tempo SEMPRE manca, a noi Knitter Kompulsive.
Iniziamo soprattutto millemila progetti e raramente ne portiamo a termine uno.
Oddio, non sempre!Ma spesso… ed eccoli spuntare fugaci dalla borsa, quando cerchi le mentine...
… quando ti chiedi "ma che fine ha fatto quella bustina portalavoro così carina che mi ha regalato l'amica Sonia?" TAC! eccola piena del ProgettoATreQuarti...
O quando disperatamente cerchi di finirne uno, ecco che ti viene in mente che DEVI assolutamente, improrogabilmente avviare un nuovo progetto, pena la vita o la morte!
Mah, cambierò mai?
Io dico di no… anche perché, in fondo in fondo… non voglio!!!
giovedì 15 gennaio 2015
Sempre in giro?
Ci sono due aspetti della mia attività che mi piacciono tantissimo: la creazione di nuovi pattern e la socialità dei miei TB6Cafè.
Sono in effetti due aspetti legati tra di loro: da un lato c'è il mondo solitario (ma bellissimo!) nel quale mi immergo e dove trovo l'ispirazione per i miei nuovi modelli, dall'altro c'è il mondo superaffollato (ma bellissimo!) nel quale trovo persone entusiaste di condividere con me l'amore per la maglia.
Il 2015 è incominciato per me come una continuazione del 2014, ovverosia con un gennaio pieno di workshop e di scambi molto produttivi, proseguirà però in un modo un po' diverso.
Si, perché, in questo 2015 che già da gennaio si prospetta così carico di promesse, ci sono dei cambiamenti nella mia vita. Sia familiare che nell'ambito della maglia.
Nessun allarmismo, sono cambiamenti positivi eh! Però implicano gioco forza degli aggiustamenti alla nostra vita familiare, per cui non potrò più garantire la mia presenza così spesso fuori dall'ambito cittadino. ;)
Insomma, il succo è: continuerò a fare i miei TB6Cafè, ma non così spesso come in passato, cercando di soddisfare tutte le richieste che mi arrivano perché ci tengo moltissimo!
Colgo l'occasione per ringraziare TUTTE le persone che hanno deciso di darmi fiducia e mi hanno accolto nelle loro cerchie! E sono sicura che riuscirò a vedere ancora tutte voi, che mi seguite con affetto e simpatia.
E per tenervi sempre aggiornate, ricordo che c'è la pagina degli appuntamenti.
Sono in effetti due aspetti legati tra di loro: da un lato c'è il mondo solitario (ma bellissimo!) nel quale mi immergo e dove trovo l'ispirazione per i miei nuovi modelli, dall'altro c'è il mondo superaffollato (ma bellissimo!) nel quale trovo persone entusiaste di condividere con me l'amore per la maglia.
Il 2015 è incominciato per me come una continuazione del 2014, ovverosia con un gennaio pieno di workshop e di scambi molto produttivi, proseguirà però in un modo un po' diverso.
Si, perché, in questo 2015 che già da gennaio si prospetta così carico di promesse, ci sono dei cambiamenti nella mia vita. Sia familiare che nell'ambito della maglia.
Nessun allarmismo, sono cambiamenti positivi eh! Però implicano gioco forza degli aggiustamenti alla nostra vita familiare, per cui non potrò più garantire la mia presenza così spesso fuori dall'ambito cittadino. ;)
Insomma, il succo è: continuerò a fare i miei TB6Cafè, ma non così spesso come in passato, cercando di soddisfare tutte le richieste che mi arrivano perché ci tengo moltissimo!
Colgo l'occasione per ringraziare TUTTE le persone che hanno deciso di darmi fiducia e mi hanno accolto nelle loro cerchie! E sono sicura che riuscirò a vedere ancora tutte voi, che mi seguite con affetto e simpatia.
E per tenervi sempre aggiornate, ricordo che c'è la pagina degli appuntamenti.
venerdì 5 dicembre 2014
Un grazie di cuore
Questi ultimi giorni sono stati davvero intensi e molto emozionanti.
Purtroppo non in una accezione positiva, però!
Il figlio grande è tornato dalla sua ultima tournée con il coro con un polpaccio grande il doppio del normale. Portato di corsa al Pronto Soccorso, si è scoperta una brutta infezione batterica: lo hanno drenato, ricoverato ed attaccato ad una flebo di antibiotici. Immaginate la paura…
Nel frattempo, a casa il figlio piccolo vomitava l'anima per via di un'influenza intestinale…
Insomma, ho dovuto dividermi tra ospedale e casa e meno male che c'era mia mamma a sostituirmi.
Ora si è tutto risolto per il meglio, Leonardo è finalmente a casa e siamo tutti più tranquilli… però che spavento.
In questa occasione, come in altre, devo dire, ho visto riconfermato quanta gente buona e generosa ho intorno.
Le parole gentili che ho ricevuto sono state moltissime e sono state di grande conforto nelle lunghe ore in ospedale: grazie ancora a tutti quanti, siete speciali.
E questo episodio conferma anche quanto siano importanti cose che diamo per scontate: la salute in primis. Queste esperienze sono importano anche per ridimensionare anche certe piccole angustie che, viste nella giusta ottica, si rivelano quello che sono: delle sciocchezze.
Sarà che sono una che cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, però che vi devo dire… sono esperienze che servono!!!
Purtroppo non in una accezione positiva, però!
Il figlio grande è tornato dalla sua ultima tournée con il coro con un polpaccio grande il doppio del normale. Portato di corsa al Pronto Soccorso, si è scoperta una brutta infezione batterica: lo hanno drenato, ricoverato ed attaccato ad una flebo di antibiotici. Immaginate la paura…
Nel frattempo, a casa il figlio piccolo vomitava l'anima per via di un'influenza intestinale…
Insomma, ho dovuto dividermi tra ospedale e casa e meno male che c'era mia mamma a sostituirmi.
Ora si è tutto risolto per il meglio, Leonardo è finalmente a casa e siamo tutti più tranquilli… però che spavento.
In questa occasione, come in altre, devo dire, ho visto riconfermato quanta gente buona e generosa ho intorno.
Le parole gentili che ho ricevuto sono state moltissime e sono state di grande conforto nelle lunghe ore in ospedale: grazie ancora a tutti quanti, siete speciali.
E questo episodio conferma anche quanto siano importanti cose che diamo per scontate: la salute in primis. Queste esperienze sono importano anche per ridimensionare anche certe piccole angustie che, viste nella giusta ottica, si rivelano quello che sono: delle sciocchezze.
Sarà che sono una che cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, però che vi devo dire… sono esperienze che servono!!!
mercoledì 12 novembre 2014
Sferruzzo libero
Tra tutti i vari impegni una delle cose che mi piace fare (e a cui non intendo rinunciare) è lo "sferruzzo libero".
Quei momenti in cui ti metti in poltrona, senza schemi, senza progetti precostituiti e… semplicemente fai lavorare le mani che creano quasi da sole qualcosa di bello.
Ed ecco nascere quasi da sola una semplicissima bustina rettangolare, iniziata da sotto con il Judy's Magic Cast on (mi pare di aver messo su 102 maglie in tutto).
Per qualche giro ho lavorato (in tondo, ovviamente) solo con il viola, poi ho incominciato a lavorare anche con il beige, creando un semplicissimo motivo stranded… ma davvero semplice come si può vedere! Alternando solamente i motivi si creano degli effetti interessanti. Quando sono arrivata ad un'altezza consona, ho tagliato il filo beige ed ho lasciato il viola, con il quale ho terminato il lavoro, creando un bordo da cucire. Alla fine ho cucito il bordo e… voilà!
Per questa biotina ho usato l'alpaca Sierra Andina di Adriafil: un filato interessante, molto molto morbido!
E, sebbene non sia una grande fan del filato peloso, questo lo è ma non in modo fastidioso. Il filo scorre tra le dita molto facilmente, non si inceppa ed è un piacere vedere progredire il lavoro.
Lo consiglierei per maglioni destrutturati, anche un po' moderni, credo si presti molto.
Anche nella lavorazione stranded mi ha dato soddisfazioni!
Lo consiglio e gli dò un bell'8, che, come sapete, è un voto alto perché sono molto severa!
Quei momenti in cui ti metti in poltrona, senza schemi, senza progetti precostituiti e… semplicemente fai lavorare le mani che creano quasi da sole qualcosa di bello.
Ed ecco nascere quasi da sola una semplicissima bustina rettangolare, iniziata da sotto con il Judy's Magic Cast on (mi pare di aver messo su 102 maglie in tutto).
Per qualche giro ho lavorato (in tondo, ovviamente) solo con il viola, poi ho incominciato a lavorare anche con il beige, creando un semplicissimo motivo stranded… ma davvero semplice come si può vedere! Alternando solamente i motivi si creano degli effetti interessanti. Quando sono arrivata ad un'altezza consona, ho tagliato il filo beige ed ho lasciato il viola, con il quale ho terminato il lavoro, creando un bordo da cucire. Alla fine ho cucito il bordo e… voilà!
Per questa biotina ho usato l'alpaca Sierra Andina di Adriafil: un filato interessante, molto molto morbido!
E, sebbene non sia una grande fan del filato peloso, questo lo è ma non in modo fastidioso. Il filo scorre tra le dita molto facilmente, non si inceppa ed è un piacere vedere progredire il lavoro.
Lo consiglierei per maglioni destrutturati, anche un po' moderni, credo si presti molto.
Anche nella lavorazione stranded mi ha dato soddisfazioni!
Lo consiglio e gli dò un bell'8, che, come sapete, è un voto alto perché sono molto severa!
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lunedì 13 ottobre 2014
La maglia per me.
E' davvero da tanto tempo che volevo scrivere questo post e alcuni recenti accadimenti mi hanno fatto finalmente decidere.
Ormai in questo piccolo blog non vengo più tanto spesso, ma solo qui posso essere davvero me stessa, senza paura che ciò disturbi qualcuno, perché questo spazio è solo mio e me lo gestisco io, ecco.
Se non ho scritto molto è, come ho spiegato a voce a molte di voi, perché la mia "vita fuori" è diventata talmente bella che scrivere in continuazione che tutto è bello e di quanto mi diverto mi fa anche un po' paura e, diciamolo, in fondo in fondo, la paura maggiore è che attiri su di me la sfiga (che è sempre in agguato).
Quello che volevo dire, però, è quanto io sia grata, in quest'ultimo periodo, alla maglia.
Quello che volevo dire, però, è quanto io sia grata, in quest'ultimo periodo, alla maglia.
La maglia mi ha fatto conoscere persone che altrimenti non avrei potuto conoscere in altro modo, con le quali alla fine ci si ritrova a parlare di tutt'altro che la maglia. Ma la maglia resta sempre il punto di partenza e di arrivo.
La maglia mi ha fatto conoscere delle vere amiche, che mi seguono tantissimo, mi incitano a fare sempre cose nuove, mi spronano a migliorare sempre di più, mi consolano quando sono un po' giù e mi perdonano quando sbaglio. E questo io davvero non l'avevo messo "in conto", ma mi piace tantissimo e non ne posso più fare a meno!
La maglia mi ha fatto conoscere delle vere amiche, che mi seguono tantissimo, mi incitano a fare sempre cose nuove, mi spronano a migliorare sempre di più, mi consolano quando sono un po' giù e mi perdonano quando sbaglio. E questo io davvero non l'avevo messo "in conto", ma mi piace tantissimo e non ne posso più fare a meno!
La maglia mi ha insegnato a riconoscere che a volte sbaglio anche io. Per me è difficilissimo ammettere quando sbaglio, è una cosa per me inammissibile (lo so, non è solo un mio problema).
E invece non è possibile fare sempre tutto perfetto, anzi. Si sbaglia, e tanto anche. Ho imparato, quindi, a essere più clemente con me stessa, a correggere gli errori, a fare un bel respiro e a ripartire. Ed ho imparato che spesso le persone che mi circondano hanno più fiducia in me di quanta ne abbia io in me stessa e questo mi commuove tantissimo.
E invece non è possibile fare sempre tutto perfetto, anzi. Si sbaglia, e tanto anche. Ho imparato, quindi, a essere più clemente con me stessa, a correggere gli errori, a fare un bel respiro e a ripartire. Ed ho imparato che spesso le persone che mi circondano hanno più fiducia in me di quanta ne abbia io in me stessa e questo mi commuove tantissimo.
La maglia mi ha anche insegnato che non sempre tutto è come appare, soprattutto nel mondo VIRTUALE della maglia: a lungo andare ho imparato a non fidarmi subito come facevo una volta, ma di aspettare un po' e "vedere come va". E mi ha anche insegnato anche che in ogni caso è sempre bene avere fiducia nelle persone, perché quasi sempre ti riservano delle bellissime sorprese! E per me conoscere nuove amiche è una gioia grande!
La maglia mi ha insegnato a non mettere maschere tra me e il mondo, ad essere veramente me stessa, perché tanto alla fine ti sgamano. E quindi inutile fare tanto "ciccì coccò", se sei te stessa non deluderai perché tanto ti si conosce!
La maglia mi ha insegnato a non mettere maschere tra me e il mondo, ad essere veramente me stessa, perché tanto alla fine ti sgamano. E quindi inutile fare tanto "ciccì coccò", se sei te stessa non deluderai perché tanto ti si conosce!
La maglia mi ha insegnato che, in fondo, le persone sono MOLTO meglio di quello che pensiamo. Sono sostenuta ed incoraggiata da amiche e amici vicini e lontani, con cui ho uno scambio virtuale solo a parole. Quello che si crea è un legame particolare, ci si conosce meglio di quello che succederebbe se abitassimo vicini e riscoprirsi è sempre una sorpresa.
Insomma, in definitiva, scopro solo ora (?) che la maglia mi ha dato tutta la gioia che mi circonda ora, e ne sono davvero davvero molto grata e riconoscente. Cosa sarei senza di lei?
Insomma, in definitiva, scopro solo ora (?) che la maglia mi ha dato tutta la gioia che mi circonda ora, e ne sono davvero davvero molto grata e riconoscente. Cosa sarei senza di lei?
giovedì 4 settembre 2014
Ricordi da Vienna
Ho parlato:
del negozio molto alla mano Wedermann e delle sue lane Lana Grossa,dello shop equo-solidale strick.werk con le sue lane dal marchio omonimo, Rowan e Kollage Yarn,
della botteguccia di quartiere Gerdi's Nãhstube con i filati Lang Yarns e Regia,
e dello store super ricercato e fornitissimo Laufmasche che tiene marche come ITO, Manos del Uruguay, Madelinetosh, BC Garn, Lotus yarns, Dye for Yarn, Zealana, Koigu e Schulana.
Ho parlato anche di bottoni, tazze ed altre amenità e naturalmente...
… dello Spritzaperolkal sulla nuova pagina Facebook.
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martedì 2 settembre 2014
Gatto, il tuo nome è Strudel.
Ebbene, da circa sei mesi a casa Tibisay c'è un nuovo membro.
Si chiama Strudel, di nome e di fatto: un gattino dolce dolce e tenerullo, dall'aspetto indifeso, un Ragdoll.
Ma come è capitato qua? In realtà è il regalo di compleanno deL Marito che desiderava tanto un gatto da molto tempo. Ed io, che avevo degattizzato la casa da anni, per un po' ho tergiversato ma poi non ho potuto esimermi, anche perché il livello del mio stash aveva raggiunto i limiti di guardia e temevo ripercussioni.E così ho ceduto.
E lui è arrivato.
O meglio, Il Marito è andato a prenderselo a Roma, perché la creatura di razza è, e lì c'è un allevamento accreditato.
Chiaramente, prima Il Marito ha svaligiato un paio di store on line, perché la creatura non poteva NON trovare in casa cuccetta-grattatoio-cibiavalanghe-sabbiettaantiodore-tonnellatedigiochini-cestinoperlacacca-tappetinoantisporco-cassettinatecnologica.
Gatto viziato.
Inevitabilmente tutti gli si sono affezionati subito… come non farlo, quando ti si scioglie addosso?
E ti lecca la faccia?
E ti sveglia alle 4 e mezza di mattina perché vuole la pappa?
E Il Marito, che quando i figli dovevano fare la poppata notturna, dormiva beatamente, con il gatto Strudel si alza e lo accontenta.
Uomo ingrato, ed io che ho fatto 12 ore di travaglio per il sangue del tuo sangue.
Strudel, ignaro delle lotte intestine di casa Tibisay, nel frattempo cresce e diventa giocherellone.
Un po' pavido e goffo (ha le zampe con il pelo per cui sui parchetti scivola come sugli sci da fondo), aggredisce qualunque cosa sia minimamente giocabile.
Beh, è un cucciolo, gli si perdona tutto.
TUTTO?
Beh, tutto tutto forse no, visto che la creatura predilige le fibre nobili.
Più sono nobili e meglio è.
Più Tibisay si incazza e meglio è.
Più mi insegue per la casa mentre io srotolo una gomitolo di Kinu e meglio è.
Se poi riesce ad annodare un gomitolo di Sensai (il mohair) in modo inestricabile, si è fatto la giornata.
Che poi non si riesce a sgridarlo, perché intervengono i figli a difesa e scappano con lui impunemente.
E continuiamo: come fare a lavorare ad un nuovo pattern quando lui ha deciso che è il momento delle coccole?
Preme i tasti a caso, mi incasina la formattazione del documento e si stravacca sulla tastiera.
Non c'è verso, tocca abbandonare l'idea e andare a dargli quello che vuole.
Che è, a ripetizione: tonno-coccole-giochini.
Insomma, sono schiava in casa mia.Gli altri sono totalmente assoggettati, non c'è più scampo, domina lui incontrastato.
La dolcezza di quegli occhioni azzurri li ha fregati, mannaggia o putipù.
Li comprendo.
Anche adesso che sta crescendo, è sempre tenero e dolcione.
Irresistibile.
Anche se lui fa il prezioso, fa. Non è che ti viene in braccio, no. Sei tu, miserabile umano, che devi mendicare e prenderlo su dal pavimento, perché lui non ti salta in braccio, non ti da la soddisfazione.
Sono ridotta a mendicare un po' di attenzione.
Che tristezza, una signora come me.
Il Marito, poi, è talmente schiavo della creatura, e continua a compiere sfracelli negli shop on line: tonno del Pacifico, tonno dell'Atlantico ("ma è la stessa cosa, avranno lo stesso sapore, sempre tonno è!" "Ma che dici!!! Si vede che non sei una zoologa!"), sabbietta profumata, vitamine per il pelo, vitamine per le unghie, vitamine per i denti, antipelo, antipelo più buono, spazzola piccola per la testa, spazzola grande per il corpo, premietti per essere stato bravo durante la spazzolata ("è un Ragdoll! se non sta buono quando lo spazzoliamo lo butto fuori di casa!" "Guarda che ogni gatto ha il suo carattere, bisogna capirlo e saperlo prendere!"), giochini, altri giochini, giochini più belli.
Approfittando di una mia distrazione, poi, Il Marito ha acquistato il grattatoio modello ultra-de-luxe.
L'unica cosa che manca, è il maggiordomo topo.
Gatto orrido e viziato, stai vincendo questa battaglia, ma la guerra è ancora aperta.
sabato 26 luglio 2014
Chiacchierata
- acquisti marinari
- calzini
- "Madre del Riso" di Rani Manicka
- Bracco Pamir
- ITO Kinu e Sensai
- Rowan Purelife British Wool
- appuntamenti futuri
mercoledì 16 luglio 2014
Luglio, col bene che ti voglio...
Non l'ho detto prima, perché se c'è una cosa che DETESTO con tutto il cuore sono le persone lamentose.
Sai quelle amiche che appena ti vedono ti riversano addosso una tonnellata di problemi? Che con il marito è un periodo nero, che i bambini sono dei diavoli, che la salute a rotoli, che la scuola un disastro, che il lavoro nemmeno a parlarne, che la vita ce l'ha con me.
Non fraintendetemi, ovviamente non sto parlando di persone che (per disgrazia o per i casi della vita) i problemi ce li hanno davvero e che ben volentieri si ascoltano e si cercano di aiutare, ma di quelle che i problemi ce li hanno SEMPRE, che non riescono MAI a vedere il alto positivo delle cose. Delle lamentose. Avete presente, no?
Ecco.
Lungi da me diventare così.
Ed allora cerco sempre di vedere il lato buono delle cose, di trovare una soluzione quando è possibile e di accettare quello che non è possibile risolvere.
L'inizio dell'estate per la mia famiglia è stato negativo, lo dico adesso che tutto è ormai passato.
Ho fatto passare tutto in sordina ma mi ha veramente provato.
Nell'ordine: arrivato un gatto (Strudel, nome scelto daL Figlio Piccolo), tanto dolce tanto carino. Un ragdoll, un cucciolotto pieno di amore. MACCHE'! Un diavoletto che scala le tende e mordicchia i piedi e non si fa coccolare per più di 30 secondi filati! Solo ora il suo carattere incomincia ad addolcirsi e a smussarsi, sarà stato il periodo di ambientamento?
Nota positiva: mi insegna ad essere più paziente.
Poi un fulmine ha colpito l'antenna di casa ed ha bruciato tv, decoder satellitare, registratore, cavi del satellite, telefoni vari. Con conseguente spesa e disagi per sostituirli tutti.
Nota positiva? Abbiamo l'assicurazione (Il Marito santo subito che pensa queste cose).
Poi il Figlio Piccolo ha avuto la broncopolmonite. 5 giorni con tosse tremenda e febbre a più di 39, una paura. Antibiotici a go-go, segregazione in casa, visite domiciliari del medico e per fortuna ora siamo a Grado, che l'acqua di mare fa bene alla tosse.
Nota positiva: sono riuscita a finire un pattern e il Figlio Piccolo è cresciuto di 2 cm.
Insomma, dai e dai, sono ancora qua (eeee già!), ed ora mi godo il mare.
Con Il Marito, che quest'anno (MIRACOLO) fa le vacanze pure lui.
Sai quelle amiche che appena ti vedono ti riversano addosso una tonnellata di problemi? Che con il marito è un periodo nero, che i bambini sono dei diavoli, che la salute a rotoli, che la scuola un disastro, che il lavoro nemmeno a parlarne, che la vita ce l'ha con me.
Non fraintendetemi, ovviamente non sto parlando di persone che (per disgrazia o per i casi della vita) i problemi ce li hanno davvero e che ben volentieri si ascoltano e si cercano di aiutare, ma di quelle che i problemi ce li hanno SEMPRE, che non riescono MAI a vedere il alto positivo delle cose. Delle lamentose. Avete presente, no?
Ecco.
Lungi da me diventare così.
Ed allora cerco sempre di vedere il lato buono delle cose, di trovare una soluzione quando è possibile e di accettare quello che non è possibile risolvere.
L'inizio dell'estate per la mia famiglia è stato negativo, lo dico adesso che tutto è ormai passato.
Ho fatto passare tutto in sordina ma mi ha veramente provato.
Nell'ordine: arrivato un gatto (Strudel, nome scelto daL Figlio Piccolo), tanto dolce tanto carino. Un ragdoll, un cucciolotto pieno di amore. MACCHE'! Un diavoletto che scala le tende e mordicchia i piedi e non si fa coccolare per più di 30 secondi filati! Solo ora il suo carattere incomincia ad addolcirsi e a smussarsi, sarà stato il periodo di ambientamento?
Nota positiva: mi insegna ad essere più paziente.
Poi un fulmine ha colpito l'antenna di casa ed ha bruciato tv, decoder satellitare, registratore, cavi del satellite, telefoni vari. Con conseguente spesa e disagi per sostituirli tutti.
Nota positiva? Abbiamo l'assicurazione (Il Marito santo subito che pensa queste cose).
Poi il Figlio Piccolo ha avuto la broncopolmonite. 5 giorni con tosse tremenda e febbre a più di 39, una paura. Antibiotici a go-go, segregazione in casa, visite domiciliari del medico e per fortuna ora siamo a Grado, che l'acqua di mare fa bene alla tosse.
Nota positiva: sono riuscita a finire un pattern e il Figlio Piccolo è cresciuto di 2 cm.
Insomma, dai e dai, sono ancora qua (eeee già!), ed ora mi godo il mare.
Con Il Marito, che quest'anno (MIRACOLO) fa le vacanze pure lui.
giovedì 10 luglio 2014
Riflessioni
Sono qua che ho un minuto, mi metto al computer e controllo in un minuto posta facebook ravelry.
Una routine scandita dalla fretta, tanto ho da fare, di là mi aspetta il lavoro da finire che presto ne arriveranno altri e il tempo è tiranno, le ore sono poche, e quindi spicciati, Vale.
Comunque tutto a posto, mi dico, tutto regolare.
Dalla posta cancello un po' di spam, saluto un'amica lontana, scarico le correzioni per i nuovi pattern.
Su Facebook visito i miei gruppi preferiti, scrivo un paio di commenti ed elimino dei troll che vogliono entrare in un paio di gruppi.
Su Ravelry cerco di commentare in un inglese approssimativo i nuovi progetti fatti con un mio pattern, sperando di non fare troppa brutta figura e controllo i nuovi pattern usciti durante la notte.
E poi apro il blog.
E lo scorro.
Ultimamente mi pare che ci siano solo post che ricordano nuovi appuntamenti per workshop e per incontri Stitch'ndspritzosi. E mi prende il panico. Dove sono io?
Per carità: sono contenta, eh, non fraintendiamo!
E' stato un periodo frenetico e gioioso, assurdo e divertente, e mi è piaciuto divulgare questa nuova piega che ha preso la mia vita.
Ma lo scopo di questo blog non era questo.
Era di avere un posto dove rifugiarmi, dove coltivare le mie passioni, dove poter essere veramente io, diove poter scrivere qualcosa che, a distanza di anni, mi avrebbe fatto ridere o vergognare.
Insomma, di me ultimamente sono si scrive più. Si scrive di quello che faccio, e faccio tanto e ne sono strafelice, ma di quello che provo, che ho dentro... poco.
All'inizio mi dicevo che era ora di porre fine a questo scandalo.
E promettere a me stessa che scriverò si di attività e di progetti, ma anche di altro, come una volta.
Ma ce la farò? Io non lo so proprio, e credo di no.
In fondo sono convinta che se uno non ha il tempo di scrivere tanto nel blog, è perché la vita vera lo impegna parecchio.
E si vede che io nei mesi passati proprio mi grattavo la pancia!!!
Insomma, il mio buon proposito, almeno per l'estate, è quello di scrivere un po' di più, però sono conscia di dover essere piuttosto indulgente con me stessa, perché non si sa mai quello che ti capita… ma almeno non potrò nascondermi dietro a un dito e fare finta di niente, che mi conosco, io.
Una routine scandita dalla fretta, tanto ho da fare, di là mi aspetta il lavoro da finire che presto ne arriveranno altri e il tempo è tiranno, le ore sono poche, e quindi spicciati, Vale.
Comunque tutto a posto, mi dico, tutto regolare.
Dalla posta cancello un po' di spam, saluto un'amica lontana, scarico le correzioni per i nuovi pattern.
Su Facebook visito i miei gruppi preferiti, scrivo un paio di commenti ed elimino dei troll che vogliono entrare in un paio di gruppi.
Su Ravelry cerco di commentare in un inglese approssimativo i nuovi progetti fatti con un mio pattern, sperando di non fare troppa brutta figura e controllo i nuovi pattern usciti durante la notte.
E poi apro il blog.
E lo scorro.
Ultimamente mi pare che ci siano solo post che ricordano nuovi appuntamenti per workshop e per incontri Stitch'ndspritzosi. E mi prende il panico. Dove sono io?
Per carità: sono contenta, eh, non fraintendiamo!
E' stato un periodo frenetico e gioioso, assurdo e divertente, e mi è piaciuto divulgare questa nuova piega che ha preso la mia vita.
Ma lo scopo di questo blog non era questo.
Era di avere un posto dove rifugiarmi, dove coltivare le mie passioni, dove poter essere veramente io, diove poter scrivere qualcosa che, a distanza di anni, mi avrebbe fatto ridere o vergognare.
Insomma, di me ultimamente sono si scrive più. Si scrive di quello che faccio, e faccio tanto e ne sono strafelice, ma di quello che provo, che ho dentro... poco.
All'inizio mi dicevo che era ora di porre fine a questo scandalo.
E promettere a me stessa che scriverò si di attività e di progetti, ma anche di altro, come una volta.
Ma ce la farò? Io non lo so proprio, e credo di no.
In fondo sono convinta che se uno non ha il tempo di scrivere tanto nel blog, è perché la vita vera lo impegna parecchio.
E si vede che io nei mesi passati proprio mi grattavo la pancia!!!
Insomma, il mio buon proposito, almeno per l'estate, è quello di scrivere un po' di più, però sono conscia di dover essere piuttosto indulgente con me stessa, perché non si sa mai quello che ti capita… ma almeno non potrò nascondermi dietro a un dito e fare finta di niente, che mi conosco, io.
mercoledì 18 giugno 2014
A Trieste c'era il Bioest...
… e che d'è? Chiederete voi.
Presto detto, una Fiera di quelle belle, con tante bancarelle dove trovi cose che di solito non trovi.
Cose sfiziose, cose introvabili, cose nascoste, cose lontane, cose inaspettate. E bio. Beh, insomma, a me del bio sapete bene che me ne importa un po' una cippalippa, ma dovevo dirlo.
Ah, ma che goduria, amiche mie, che goduria per gli occhi e che lacrime amare per il portafoglio!
Quello deL Marito, s'intende.
La prima bancarella in cui mi sono imbattuta è stata quella di Lister - sartoria sociale.
Hanno sede nell'ex manicomio (e potrebbero starmi simpatici anche solo per quello), svolgono attività di sartoria (bella forza, c'è nel nome! Ma che fai, copi?) ed impiegano quasi totalmente tessuti riciclati.
Ta - daaan! Direte che molti lo fanno.
Avete ragione, ma qua c'è una discriminante: il GUSTO. Di solito le cose fatte con tessuti riciclati sono… beh, un po' "meh". Nè di carne né di pesce. E quando li vedi addosso all'amica che li ha addosso e ti chiede:"DAI, prova ad indovinare cos'era questa gonna, prima" le rispondi senza fallo:"Una camicia PERCHè HA ANCORA LE MANICHE ATTACCATE!"
Insomma. Poi l'amica ci resta male e tocca scusarsi. Non sono cose sociali, ecco.
Invece da Lister fanno delle cose cariiiiine. Ma cariiiine.
Tipo le ri-cravatte, bustine ricavate dalla seta di cravatta, cariiiine.
Mi sa che prima o poi devo andarli a trovare.
Tanto son vicino.
E poi, allo stand RF calzature ecologiche, ho visto queste.Dico: son di sughero. Di sughero!
Oddio, sbavo e bagno il pavimento. (Chisseneimpippa, tanto il sughero galleggia).
Chi può dire di averle?
Beh, io no, PURTROPPO, perché DANNAZIONE avevano finito le taglie. Malnato destino dell'ultima sera della Fiera.
Sono stupende, stupende! In sughero, lo adoro!
Ho già detto quanto mi pace? No, perché se non è ancora chiaro lo ripeto, eh.
Mi rifarò con lo shop on line!
E poi, meraviglia delle meraviglia, che si stava sciogliendo al sole come un gelato alla nocciola, eccola, la bimba Ullallà.
Cappelli e turbanti vintage, deliziosi, assolutamente deliziosi!
E poi spillette, cerchietti, accessori dal gusto stravagante e vintage.
Che dire, mi piacciono un sacco!
(Le ruberei pure la macchina da cucire vecchia, le ruberei. ma mi trattengo, perché sono una signora).
Quindi sono arrivata allo stand 1:1 a mano.
Beeeeeh che dire!
Piccolo intermezzo - confessione: mio nonno era comandante. Adorava la vela, aveva una barca a cui aveva dato il mio nome (ma si può? Grande nonno) e mi portava da piccola a fare giretti nel golfo.
E io vomitavo.
Si perché io soffro il mare. A navigarci, dico, a nuotarci no. sapete come si dice, vero? Che le persone si dividono in marinai e pesci? Bene, io sono un pesce, non un marinaio.
Povero nonno.
Però l'amore per la vita da barca e le cose che hanno un certo sapore "velesco" (velico? velasco? veliero? AIUTO) mi è restato. Ed allora, come potevo resistere dal comprare una megaborsa da mare in tela di vela? Il Marito mi ha trattenuto dal comprare quella con il segnavento che pendeva perché ha detto che sennò il gatto Strudel si attacca e chi lo molla più. Ma son contenta come un re comunque.
Ed è pure unisex, così il figlio grande non farà problemi quando sarà il suo turno di portarla.
Ha anche il sacchettino coordinato nel quale sbatterò cellulareportafogliochiavidicasa che non so mai dove mettere.
Contenti tutti, soprattutto io!
Ultima ma non ultima… la bancarella dei bottoni.
Maròòòò. Che tentazione.
In legno.
Fatti a mano.
C'era Il Marito vicino a me e quindi ho potuto prender solo quelli in legno di sommacco (Trieste = sommacco) altrimenti nessuno poteva impedirmi di fare man bassa di quelli fatti con i noccioli di ciliegia.
Perché tanto io c'ho la mail del signore artigiano dei bottoni.
No, non chiedete, tanto non ve la do.
venerdì 18 aprile 2014
Primavera
Primavera per me vuol dire… risveglio della natura, frenesie, malumori e mal di testa. Sono meteoropatica e di sicuro non è un buon periodo per me!
Allo stesso tempo sto lavorando tanto, ho parecchi progetti pronti e caldi che aspettano solo di essere pubblicati! E alcuni aspetteranno davvero tanto, fino a settembre almeno… altri incede solo pochi giorni ancora. Non vedo l'ora!
Ed intanto trovo un po' di sollievo davanti allo spettacolo del glicine che è fiorito in un tripudio di lilla.
Allo stesso tempo sto lavorando tanto, ho parecchi progetti pronti e caldi che aspettano solo di essere pubblicati! E alcuni aspetteranno davvero tanto, fino a settembre almeno… altri incede solo pochi giorni ancora. Non vedo l'ora!
Ed intanto trovo un po' di sollievo davanti allo spettacolo del glicine che è fiorito in un tripudio di lilla.
lunedì 26 agosto 2013
Dilemmi amletici
Ho sempre avuto la passione per gli smalti.
Mi piace averne tanti, anche se poi finisco per usare sempre quelli: colori chiarissimi come il caffelatte o il tortora chiaro o scurissimi, come il nero o il rosso scuro.
Ma in questa stramba estate, dove è un po' freddo un po' caldo, dove gli umori sono mutevoli ed instabili, mi sono buttata su colori inconsueti, come il geranio.
Bene, devo dire che mi piacciono però... lo smalto ha un inconveniente: mi tocca stare un intero pomeriggio con le mani in mano senza poter sferruzzare! AGONIA MASSIMA ED INTOLLERABILE!
Ed allora, in cerca di una soluzione vanitosa ma rapida, mi sono imbattuta negli adesivi per unghie.
Robadamatti, mai avrei pensato che esistessero... ed invece si! Insomma, sono pure semplici da usare e non richiedono, ovviamente, tempi di asciugatura. Vale a dire che, dopo 5 minuti che li hai messi, puoi sferruzzare anche il mohair senza pensieri. Fanno per me! Evviva!
Certo, le fantasie disponibili sono alquanto... come dire... da Drag Queen... unghie zebrate e leopardate sui toni del mauve e del fuxia pare che vadano per la maggiore... ma io ho scovato in un angoletto degli adesivi color pesca con dei fiorellini dai toni gerani che ben si abbinano allo smalto preferito di quest'estate... bene, per un po' sono a posto, poi vedremo...
Mi piace averne tanti, anche se poi finisco per usare sempre quelli: colori chiarissimi come il caffelatte o il tortora chiaro o scurissimi, come il nero o il rosso scuro.
Ma in questa stramba estate, dove è un po' freddo un po' caldo, dove gli umori sono mutevoli ed instabili, mi sono buttata su colori inconsueti, come il geranio.
Bene, devo dire che mi piacciono però... lo smalto ha un inconveniente: mi tocca stare un intero pomeriggio con le mani in mano senza poter sferruzzare! AGONIA MASSIMA ED INTOLLERABILE!
Ed allora, in cerca di una soluzione vanitosa ma rapida, mi sono imbattuta negli adesivi per unghie.
Robadamatti, mai avrei pensato che esistessero... ed invece si! Insomma, sono pure semplici da usare e non richiedono, ovviamente, tempi di asciugatura. Vale a dire che, dopo 5 minuti che li hai messi, puoi sferruzzare anche il mohair senza pensieri. Fanno per me! Evviva!
Certo, le fantasie disponibili sono alquanto... come dire... da Drag Queen... unghie zebrate e leopardate sui toni del mauve e del fuxia pare che vadano per la maggiore... ma io ho scovato in un angoletto degli adesivi color pesca con dei fiorellini dai toni gerani che ben si abbinano allo smalto preferito di quest'estate... bene, per un po' sono a posto, poi vedremo...
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