mercoledì 22 febbraio 2017

Riflessioni sul copyright

Visto che di recente nel gruppo che amministro (Top down in italiano) son stati postati diversi materiali piratati, colgo l'occasione per approfondire l'argomento.

OGNI modello trovato in rete è protetto da copyright e non può essere divulgato a destra e a sinistra, nemmeno (e aggiungerei tanto più) quelli gratuiti. Non c'è giustificazione per prendere un modello "da internet" (che poi… avrà una provenienza, no? Internet è vastissimo e non basta come specifica) e pubblicarlo in altri siti che non siano quelli autorizzati dal creatore del pattern stesso.

Non è ammissibile scaricare immagini, cancellare le note del designer, tradurre e spacciare per proprio: questo si chiama furto, tra l'altro. Sì, anche se è gratis! Gratis non vuol dire che lo si può usare in questo modo o tradurlo senza autorizzazione o pubblicarlo su Facebook. Gratis vuol dire che lo si può lavorare per se stessi o lavorarlo e regalare il manufatto, ecco quello che si può fare. Lo volete vendere? Contattate l'autore, vi dirà lui come fare e vi dirà anche se vuole la percentuale. Ah, però PUZZA questa cosa, vero? Dividere i guadagni… beh, pensate che senza il modello che ha scritto lui, voi non avreste nulla da vendere, per cui, mordetevi la lingua e aprite il portafoglio.

"Eh, ma io non so l'inglese, mi è tanto comodo andare sul blog italiano che fa traduzioni illegalmente e dove però trovo tutti i modelli che voglio" Certo, comodissimo, però mettetevi per un momento nei panni della designer a cui questa signora ruba il traffico… io non sarei tanto contenta, sapete? In fondo chi offre modelli gratuiti (e non) "vive" sul traffico che passa attraverso il suo sito/il suo blog/la sua pagina Ravelry. E togliere quel traffico è fare in modo che abbia minore visibilità, per cui alla fine si scoccerà e non scriverà più nessun modello.

"Eh, ma i pattern costano e io non ho soldi" FALSO, c'è un mondo di pattern gratuiti. E se proprio uno vi piace così tanto, io credo che 5 Euro (costo meglio di un pattern) piano piano si possono risparmiare. Pensate anche ai costi che ha avuto il disegnatore: tempo speso per scrivere il pattern, tempo per lavorare il prototipo, tempo per darlo in test, tempo (e spesso anche soldi) per l'editing e la traduzione. Non vale tutto questo? Non è degno di essere ripagato? E' davvero più importante il VOSTRO risparmio?

"Eh, ma Internet è pieno di immagini e di siti russi e rumeni che pubblicano interi libri." Certo, siamo mica nati ieri. Semplicemente NON SI VA su quei siti e non si scarica materiale illegale. Che poi, sappiatelo, che questi siti sono pieni di virus e che per risparmiare 20 Euro di libro, poi buttate il computer da 2000 Euro: ben vi sta.)

E che questa riflessione serva a mettersi anche dal lato del designer che NON E' una persona da "fregare", ma è vostro amico. Preferireste che nessuno disegnasse più nulla? Presto di fa, si incrociano i ferri e si lavora solo per noi stessi. Però triste, no? Allora veniteci incontro: non scaricare materiale piratato, non pubblicate materiale piratato, non fate fotocopie dei libri per distribuirle alle amiche (sì, questa è una nota squisitamente personale)!
Fateci felici e siate legalissimi, noi vi ripagheremo con tutta la nostra creatività.

5 commenti:

anita normani ha detto...

Grande Valentina !!!! Questo succede non solo nella maglia purtroppo.
Nel mondo del patchwork c'è la giungla selvaggia.
Persone che fanno un corso base ti copiano le dispense e diventano maestre......
È una battaglia persa.....io non faccio più corsi e lavoro solo per il mio piacere.
È tutto molto triste.
Ciao un bacio Anita

Elena Bonelli ha detto...

Tutto condivisibile, tranne, secondo me, su una cosa: chi mette uno schema on-line gratuitamente lo mette a disposizione di tutti e, posto che nessuno può appropriarsene e spacciarlo per proprio, una volta citata la fonte non credo che debba chiedere l'autorizzazione per ogni cosa.
Quando io tengo i corsi, a volte le mie allieve arrivano con l'idea di fare un modello tratto da una rivista, altre volte hanno scaricato lo schema (free) da Ravelry. Io non ci vedo nulla di male a farlo realizzare nel corso. Se la designer volesse guadagnarci su quello schema lo metterebbe in vendita e non gratis. Se invece il modello scelto dall'allieva/dalle allieve è a pagamento allora è d'obbligo l'autorizzazione dell'autrice e il relativo acquisto da parte delle stesse.
Naturalmente non ho la pretesa di avere ragione, ma fatico a comprendere certi vincoli sui modelli gratis

Sasha ha detto...

Amen! Ben detto! E triste ... molti hanno l'impressione che l'internet sia un posto fiabesco da dove si prendono cose e nessuno ti dice niente ..."ho trovato su internet .. sono un eroe!" Ma va! Assurdo ... I modelli o le immagini,anche se sono gratuiti, hanno sempre una protezione creative commons ma la gente sceglie di fregarsene! Non si rendono conto che anche gli artisti o i creativi in generale devono pagare le bollette come tutti quanti. Avvolte viene proprio di chiudere baracca e burattini ... ma se tutti lo facessero su internet rimarrebbe solo Amazon e ... il porno

Sasha ha detto...

Amen! Ben detto! E triste ... molti hanno l'impressione che l'internet sia un posto fiabesco da dove si prendono cose e nessuno ti dice niente ..."ho trovato su internet .. sono un eroe!" Ma va! Assurdo ... I modelli o le immagini,anche se sono gratuiti, hanno sempre una protezione creative commons ma la gente sceglie di fregarsene! Non si rendono conto che anche gli artisti o i creativi in generale devono pagare le bollette come tutti quanti. Avvolte viene proprio di chiudere baracca e burattini ... ma se tutti lo facessero su internet rimarrebbe solo Amazon e ... il porno

Rosa ha detto...

Sottoscrivo ogni parola che hai detto. Tra i furti che ho subito, di recente me ne è successo uno particolarmente sgradevole: una mia traduzione autorizzata è stata copiata dal mio blog e pubblicata su un altro sito e, quando ne ho chiesto la rimozione, prima non mi hanno risposto, poi, quando anche altre bloggers mi hanno sostenuta con i loro commenti, hanno addirittura eliminato la possibilità di commentare. E la traduzione l'hanno sfacciatamente lasciata lì. A me dispiace tantissimo, soprattutto per la designer che mi aveva autorizzata a postare la traduzione del suo modello sul mio blog. Vergognoso.
Grazie Valentina per aver parlato del problema.
Un abbraccio,
Rosa