venerdì 22 maggio 2015

Un dolce pensiero

Durante il BC Garn - Cocktail presso Lalanalà ho avuto il grande piacere di conoscere una persona speciale: Patrizia.
Per partecipare all'evento si è fatta in macchina più di 100 km, e già questo meriterebbe menzione! Con lei ho avuto modo di chiacchierare (brevemente, purtroppo, il tempo è sempre tiranno!)... ma dopo un paio di giorni, mi ha segnalato un post che ha scritto sul suo blog: Il Giardino dei Mirtilli.
Ovviamente, curiosa come una scimmia, sono subito corsa a leggerlo e… mi sono commossa!
Mi sento anche un po' imbarazzata perché Patrizia ha scritto davvero delle cose bellissime su di me!
Grazie mille, cara amica, io spero di rivederti prestissimo!
E ti auguro che tutti i tuoi sogni si avverino. <3 p="">

mercoledì 20 maggio 2015

Un post Ospite: Due Fili d'Erba

Oggi ho il grandissimo piacere di ospitare un "post ospite".
Ehr… ospite - ospitare… ehr… Nota Di Me: comprare dizionario dei sinonimi.
Nota di Meme: non parlare a voce alta che ti prendono per pazza… zitta tu! No, tu!

Ok, ripreso il controllo della situazione e i calmanti, eccomi pronta: Dicevo, oggi leggerete un post scritto da un'altra persona, non io e nemmeno Chiara, ma THAIS KAUPPINEN.
Thais, in collaborazione con Desirèe, scrive su un blog bellissimo che ho scoperto solo da poco: Due Fili d'Erba. Il blog parla di Finlandia, di Nuova Zelanda, di cucina, di viaggi, di ricette… insomma, andatevelo a vedere, perché è stupendo!
Io, naturalmente, appena ho scoperto che Thais vive in Finlandia, l'ho subito "incastrata" perché ci raccontasse di come viene vissuto il mondo della lana nel suo paese… lei è stata al gioco e quindi… ecco quello che ha scritto, godetevelo tutto!
Ciao a tutti gli amici di Valentina!

Mi presento. Mi chiamo Thais e sono un'italiana che attualmente vive in Finlandia. Sono arrivata quassù un po' per caso, ma ci resto per amore di mio marito Klaus e della cultura e natura finlandese.

La Finlandia è sicuramente un paese a sé. È innanzitutto genuino: non si adorna di tanti fronzoli, non se la tira. Così come lo vedete, è. È un paese che ha fatto della tecnologia e della scoperta il suo punto cardine, ma allo stesso tempo non lascia andare le sue tradizioni e radici e se ne prende cura.

Ultimamente si è fatto un gran parlare del fatto che il sistema scolastico finlandese pare sia uno dei migliori del mondo. Questo sistema prevede 9 anni di peruskoulu, o scuola base, uguale e obbligatoria per tutti, finiti i quali ognuno deciderà se continuare per un liceo o per delle scuole studiate apposta per farti ottenere una professione. Durante l'ammattikoulu, o scuola professionale, sono inclusi numerosi tirocini in aziende locali. In questo modo, a 18 anni, i ragazzi finlandesi sono pienamente preparati e in grado di essere inseriti nel sistema lavorativo.

Durante la scuola di base, una materia particolarmente apprezzata è il käsityö, l'artigianato. La materia dell'artigianato esiste per dare ai bambini la possibilità di esprimersi in diversi ambiti: progettazione e realizzazione di vari oggetti, realizzazione di tessuti e abbigliamento, sia con macchina da cucire che a maglia. In questo modo agli studenti è data la possibilità di capire il posto che ha, sia nella cultura che a livello personale, l'artigianato. Lo scopo di questa disciplina è porre le basi per una professione futura o più semplicemente dello sviluppo di un'hobby personale nonché tenere vivo il bagaglio culturale e sviluppare nei ragazzi la conoscenza della natura che li circonda. Gli studenti sono guidati a realizzare prodotti di alta qualità e duraturi. Inoltre imparano a combinare elementi visuali, funzionali, ecologici, economici e tecnologici. Nei prodotti finali è possibile riconoscere elementi estetici, visuali, culturali e tradizionali. Lo studente impara ad apprezzare quello che fa con le proprie mani e lavoro di gruppo. La materia dell'artigianato prevede 500 ore durante la scuola di base obbligatorie che posso essere estese fino a 1300 a scelta dello studente.

Ecco quindi spiegato il perché tutti i finlandesi sono in grado di fare maglia, sia maschietti che femminucce! É davvero radicato nella cultura di quassù il lavorare a maglia nel tempo libero, specialmente nei lunghi, freddi e bui inverni che ci ritroviamo. A volte, ci si riunisce (specialmente tra donne) e in compagnia si sferruzza in allegria. Un altro aspetto molto comune è regalare accessori o pezzi di abbigliamento fatti a maglia ai propri amici. Vi faccio un esempio. Appena arrivata quassù vivevo con una mia amica finlandese la cui amica (mai vista in vita mia e tuttora mai conosciuta!) mi ha regalato un paio di calze di lana fatte da lei come benvenuto! Mi piacerebbe incontrarla un giorno solo per dirle grazie! :D



Anche la nonna di mio marito, quando ci siamo iniziati a frequentare, mi ha regalato delle calze. E un'altra amica con il pallino della maglia (è pazzescamente veloce e fa a maglia ogni momento libero che ha per poi regalare ad amiche una notevole quantità delle cose che produce) mi ha regalato questi bellissimi guanti con cappello in coordinato.

Insomma, la Finlandia ha capito l'importanza del fare a maglia, non solo perché è essenziale avere indumenti caldi per sopportare i -30 gradi che colpiscono in inverno, ma anche come momento di aggregazione e come valore culturale.










Mi ha fatto davvero piacere essere ospite qui da Valentina. Spero di avervi fatto venire un po' di acquolina riguardo alle terre nordiche in cui vivo e vi aspetto da me su Due fili d'erba!

Thais K.

lunedì 18 maggio 2015

Nelle maglie dell'Arte - Bea Camacho

Bea Camacho, Enclosure II, Tate Modern Gallery, Londra 2010

Alcuni di coloro che lavorano a maglia o uncinetto producono solo maglie o berretti, altri invece vedono il loro lavoro sconfinare nel reame dell'arte, come è il caso di Bea Camacho, di cui vorrei parlarvi oggi.
Vero che definire il confine tra artigianato, design e arte non è cosa semplice, tanto più che il mondo non è fatto a scatole. Ma lasceremo qui questa discussione, per ora.
Trovo però estremamente interessante che molti artisti contemporanei scelgano la maglia o l'uncinetto come materiale attraverso cui realizzare emozioni e concetti. Con la naturalezza con cui un pittore potrebbe decidere di usare ora i colori ad olio, ora la tempera.
Indubbiamente è un materiale che, anche se non comunissimo tra gli artisti, ha un potenziale artistico innegabile, vista la fortissima carica evocativa donata dal suo bagaglio pieno di storia, memoria, gesti antichi...
Entriamo dunque nel vivo dei post del lunedì, e come avrete intuito parliamo di arte.
Non di "arte" come titolo dei due precedenti post 

(per chi se li fosse persi, ecco i link:

bensì proprio di arte contemporanea
Lo so, spesso è un tema che mette in soggezione, perché si ha l'impressione di non riuscire a comprenderla in quanto non "addetti ai lavori". Ma credetemi, bastano un paio di linee guida che favoriscano la lettura dell'opera, un po' di pazienza e un pizzico di sana curiosità, e anche gli attacchi d'arte più astrusi e complessi sembrano subito molto meno distanti.
Mi piacerebbe, nel corso di vari post, farvi conoscere e commentare con voi alcuni artisti che utilizzano maglia o uncinetto come materiale

Oggi ho trovato la giovane Bea Camacho, nata nel 1983 nelle Filippine, laureata ad Harvard in Arte.

In Enclose (2005), uno dei suoi primi lavori, ha costruito con uncinetto e lana rossa un bozzolo attorno a sé fino a rinchiudervisi completamente. L'operazione è durata undici ore e la giovane non ha effettuato pause, neanche per bere o andare in bagno.

 Questo lavoro, semplice, pulito ed efficace, evoca idee quali isolarsi, ricerca di sicurezza, protezione, intimità, rifugio, e con il dare forma al proprio ambiente.
Ma l'artista, nel notevole sforzo di scomparire all'interno della sua crisalide rossa fiammante, si rende infinitamente più visibile.


Temi simili sono elaborati consapevolmente e sviluppati ulteriormente in opere successive quali Enclosure II (2010 - performance di nove ore alla Tate Modern Gallery di Londra. Foto all'inizio del post) e Efface (2008 - foto a sx e sotto), in cui, man mano scompare nel tappeto bianco creato dalla stessa Camacho, l'ambiente acquista sempre più importanza.


Anche questa impresa da undici ore è documentata in un video. A differenza del primo Enclose maggiore enfasi è data allo spazio attorno al corpo. Il corpo diventa parte integrante dell'opera man mano che scompare nell'architettura circostante, che allora viene rivelata.
Del corpo assorbito dal tappeto-opera non rimane che una memoria, una assenza che ne porta ancora il profumo. Una ingombrante traccia, impossibile da ignorare.


In queste sue opere l'artista sembra richiamare, nell'atto di chiudersi in un bozzolo di lana, attraverso ore di concentrazione mentale e sforzo fisico, la ricerca di una protezione che ricorda il ventre materno. E può evocare la condizione di chi come lei (immigrata negli Stati Uniti dalle Filippine) può desiderare farsi piccolo piccolo, pur anelando a trovare il suo posto nel mondo, in una continua lotta tra il desiderio di scomparire e quello di affermarsi.
Ma le interpretazioni e le suggestioni possono essere infinite. Invito ognuno di voi a trovare le sue.

Per oggi la pillola artistica è finita, ci leggiamo il prossimo lunedì con altre curiosità legate all'immenso mondo dello sferruzzo. Buona settimana a tutti!

Chiara






sabato 16 maggio 2015

I risultati della campagna per il Nepal

Tempo fa, assieme ad altri designer italiani, ho aderito ad una campagna promossa da Alice Twain (cliccate QUI se non ve ne ricordate).

La campagna di raccolta fondi, raccoglieva nomi come Alice Twain ( anche ideatrice dell'iniziativa), Veruska Sebastiane AleandriMaria ModeoLaura Virginia ManfrediPaolo Dalle PianeLucia Maria LanzafameEmma FassioAlessandro EstrellaCarla Positano, Federica Giudice ed Adriana Monoscalco ed io sono stata molto felice ed onorata di parteciparvi.

E quindi, visto che la campagna è scaduta ieri, ecco com'è andata.
Queste sono le ricevute di aprile e maggio relative al pattern da me messo in promozione: Ojella.

Ho raccolto 55 + 56 Euro per un totale di 111 Euro.
Come molti sapranno, sul mio conto PayPal ne arrivano di meno, perché sono soggetti a commissione, ma ho deciso che la differenza l'avrei messa io e anzi, ho voluto arrotondare per eccesso a 120 Euro.
Ecco quindi le ricevute della donazione fatta a Medici Senza Frontiere.


Volevo ringraziare di cuore tutti quelli che hanno aderito a questa campagna, sia designer che acquirenti e soprattutto Alice Twain per aver avuto questa splendida idea.

In partenza per Lodi!



Sono quasi pronta per partire: sono davvero emozionata di andare a tenere il nuovo TB6Cafè presso "Difilato" a Lodi!
Sabato 23 maggio presenterò un progetto che mi è molto caro, una maglietta estiva freschissima e molto semplice da realizzare: Gardis!
Ed avremo occasione di parlare della tecnica costruttiva Top - Down, con tutti i suoi pro ed i suoi contro.
Troverete tutte le informazioni per iscriversi a questo appuntamento QUA.
Dai che ci siamo quasi!

venerdì 15 maggio 2015

Maglia per l'estate: the worst of!

Come sempre c'è il rovescio della medaglia, la vita tanto ti da e tanto ti prende.
Questa volta non è che i modelli siano davvero i più "brutti". Alcuni, anzi, sono davvero carini.
E quindi perché li ho selezionati? Un attacco di follia passeggera? Il colpo della peperonata mangiata ieri sera? Una sortita dell'Alzhaimer che ha deciso di farsi sentire?
Ehm, no. Spiacente.
Li ho selezionati per dirvi QUANTO siano fuori luogo.
L'idea è questa: non è che se sei uno stilista, ci puoi fare indossare i doposcì a luglio. Eh, no.
Non è che perché è di moda lo devo assolutamente mettere. Eh, no.
Ci sono stagioni e stagioni, occasioni e occasioni, disegni e disegni.
Ogni abito può essere perfetto, dipende.
Ed anche questi, quindi, cambiando abbinamento o stagione, sarebbero portabilissimi.
Esaminiamoli nel dettaglio.

Brunello Cuccinelli di solito sforna modelli misurati e molto indossabili, pur mantenendo uno stile un po' shabby-chic.
Deve aver battuto la testa per proporre una gonna ed una mantellina in similpelliccia! Che poi non è pelliccia, cos'è? Piume no, fibre? Erba della savana? Code di qualche roditore sconosciuto? Rafia? Paglia? Buh.
Ho ingrandito le foto ma non ho mica capito...
No, perché eliminando l'elemento di disturbo, le mise sotto sarebbero carine.
Beh, si, volevo dire "sostituendo la gonna"...
Emilio Pucci esagerato!
Va bene il poncho, ci piace il poncho. ma NON QUESTO poncho!
A rete all'uncinetto pieno di fiorellini e applicazioni a contrasto. Che già quelle… poi ci attacca anche le frangione, vuole fare il moderno!
Emilio, esci dagli anni Settanta...
Isabel Marant, anche lei, ci propone pellicciotti.
Certo, nulla di meglio da indossare con l'afa di agosto! Saremo perfette in spiaggia sotto l'ombrellone!
Ma dico io, e concertassi un po'?
Kenzo fa un potpourri di righe: verticali, orizzontali, a raggiera… e dire che presi separatamente i due pezzi sono pure carini… è l'insieme che è terribile!
Perfino la modella ha messo una maschera perché si vergogna...
Proenza Schouler non ha ben chiare le stagioni: ad una polo accollata (che già così con quel tessuto mi prude la pelle) ci sbatte sopra applicazioni in pelle.
Pelle.
In estate.
Avete capito bene, si.
E vabbè.
E poi la scelta dei colori… tristanzuola, tanto suora.
Peccato.
Che ci fa qua questo splendido maglioncino di Trussardi?
Abbinato a splendidi pantaloni in lino, sandali da sturbo e favolosi occhiali da diva?
Dirò solo: MAI maniche lunghe di cotone in estate, MAI trecce in estate.
Punto.

mercoledì 13 maggio 2015

Vi presento "Vinella Hat"!

Sabato scorso a Udine, presso il bellissimo negozio di Caterina, Filati Cesselli, ho presentato il nuovissimo “Vinella Hat”.
Abbiamo lavorato tutte insieme a questo nuovo schema, imparando la tecnica della lavorazione a colori Fair Isle: una lavorazione che adoro!

Realizzato in altri colori, trovo che sia fantastico anche per uomo… ed intendo sferruzzarne molti, uno per figlio!
… Il marito no, ha detto che è troppo "mollo"… ma cosa dice, pensavo che gli piacesse, lui, il padrone del gatto mollo per eccellenza: Strudel! E invece no.
Evvabbè.