sabato 24 novembre 2012

Magliabimbi di ottobre - novembre 2012: la mia intervista

La rivista Magliabimbi, con la quale avevo già avuto i primi contatti in occasione dell'intervista sul nostro libro, mi ha nuovamente contattata e, questa volta, l'intervista è stata direttamente a me... che emozione!

Due chiacchiere... sferruzzando
Quando il lavoro a maglia non viene vissuto solo come un passatempo solitario, può diventare un modo semplice e divertente per stringere amicizie e condividere ambiziosi progetti.

Nello scorso numero vi abbiamo presentato il libro "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro", una raccolta di schemi e storie di donne che hanno affrontato con coraggio il calvario della malattia. Il progetto, il cui ricavato, ricordiamo, è devoluto interamente in beneficenza a favore della LILT (Lega Italiana contro i Tumori), nasce da un gruppo di vivaci knitters solite incontrarsi in rete, ma spesso anche dal vivo, grazie ai simpatici aperitivi "Stitch'nd Spritz", organizzati proprio da una delle autrici del libro, Valentina Cosciani. Abbiamo incontrato "Tibisay", come Valentina ama farsi chiamare in rete, dove cura il blog Art-therapy, per capire come un hobby solitario può trasformarsi in una miniera di idee condivise e progetti da realizzare insieme.

Le origini storiche dell'iniziativa
Ci parla degli aperitivi di knitting chiamati "Stitch'n Spritz"?
Gli incontri nascono dall'idea anglosassone risalente alla Seconda Guerra Mondiale dello "Stitch'n Bitch", ovvero "Sferruzza e Chiacchiera": le donne inglesi si riunivano in un unico ambiente per risparmiare luce e gas e ciascuna sferruzzava capi utili e caldi da indossare o da inviare al marito al fronte. Con il tempo questa usanza è sparita, non essendoci più la necessità di risparmiare elettricità e riscaldamento, ma è tornata in auge da qualche anno, ossia da quando la maglia è tornata prepotentemente di moda e con essa la voglia di condividere la propria esperienza. Quando ho scoperto questo fenomeno, che in Italia non è ancora molto diffuso, ho deciso insieme alla mia amica Tzugumi, di fondare il primo "Stitch'n Spritz", un incontro, che si svolge a Trieste: per appassionate di maglia e uncinetto declinato in una versione decisamente più brillante e piacevole degli "Stitch'n Bitch" di triste memoria.

Cosa accade durante questi appuntamenti?
Durante i nostri incontri, assolutamente gratuiti e aperti a tutti, davanti a un cocktail o a un tè aromatizzato, si chiacchiera di maglia, si scambiano piccoli segreti, si dividono trucchi e schemi, in un clima del tutto rilassato e cameratesco. Scattiamo anche molte fotografìe per mostrare alle amiche lontane gli ultimi lavori. Tutto questo con un occhio attento alla moda e cercando di far passare l'idea che lo sferruzzare non è più solo "roba da nonnine", ma anche un modo divertente e stimolante per coltivare il nostro lato creativo. E così, tra un punto e l'altro (il consiglio che diamo è quello di non portare un lavoro troppo complicato da seguire, per non perdere il filo...) ci si diverte da matti!

C'è molta voglia di incontrarsi fra appassionate di knitting?
Ormai lo "Stitch'nd Spritz" raccoglie partecipanti da quasi tutto il Friuli Venezia-Giulia e perfino dal Veneto! Da poche che eravamo all'inizio, ora siamo tantissime, soprattutto nei mesi invernali: abbiamo dovuto aggiungere un ritrovo in più al mese per venire incontro alle esigenze delle partecipanti, desiderose di incontrarsi più spesso. Infatti le sferruzzataci di oggi sono desiderose di uscire da casa, confrontarsi, apprendere nuove tecniche che aiutino a terminare prima i propri lavori... insomma, è assolutamente "out" sferruzzare chiuse in casa da sole!

Durante questi incontri sono nate molte iniziative?
Le partecipanti allo "Stitch'nd Spritz" sono avide dì novità e molto attente a quello che succede loro attorno, durante i nostri incontri ci sono sempre nuove idee da ascoltare. Per questo è recentemente nata anche l'Associazione "Stitch'nd Spritz", che raccoglie le più attive fra noi e si propone di promuovere varie attività, tra cui anche l'organizzazione di eventi pubblici gratuiti a semplice scopo divulgativo.

Una passione che viene da lontano
Lei, Valentina, quando ha realizzato il suo primo lavoro a maglia?
Il mio primo ricordo legato alla maglia, in realtà riguarda l'uncinetto: mia mamma che insegna a me e alle mie amiche come fare un baschetto. Tutte le mie amiche avevano lane abbinate e molto graziose mentre io avevo un'accozzaglia coloratissima e assolutamente non coordinata. Inutile dire che odiavo quel baschetto! Solo dopo anni ho capito l'importanza di dare fondo al proprio "stash" (lane avanzate): perfino in quell'occasione mia mamma si era in realtà comportata da vera "knitter" professionista!
Come nasce la passione per la maglia?
L'amore per il filo è di famiglia, mia nonna Amelia lavorava un filo bianco sottilissimo con un uncinetto microscopico e creava delle altrettanto microscopiche piastrelle. Queste piastrelle hanno poi formato una tovaglia immensa che mi ha regalato come dono di nozze... circa 20 anni dopo! E la conservo ancora. Nella mia famiglia quando si fa una cosa, deve durare almeno per quattro generazioni! Durante la giovinezza ho molto trascurato la maglia. L'ho riscoperta da poco tempo, circa 4 anni. Per me, ha significato il riappropriarmi di me stessa e assaporare la libertà di creare qualcosa in modo "leggero", senza sovrastrutture inutili. E, non ultimo, mi ha dato la possibilità di socializzare, fare nuove amicizie, vedere la vita in modo positivo, Non male, vero?

Qual è stata finora ìl sua più grande soddisfazione legata alla maglia?
Indubbiamente quando ho ricevuto a casa le prime copie del volume "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro". Vedere messo nero su bianco il lavoro durato oltre un anno mi ha letteralmente commossa: mi sono messa a piangere come una bambina!

Il lavoro a maglia non è più lo stesso
È cambiato il modo di lavorare a maglia?
Sì, è molto cambiato, ma in Italia ce ne accorgiamo solo ora. In realtà è dagli anni '50 che la famosa Elisabeth Zimmermann ci ha spiegato che lavorare "alla continentale" e con i ferri circolari è molto più veloce e più facile. Fino a pochissimo tempo fa non era possibile trovare spiegazioni di maglie in italiano che non fossero realizzate con ferri diritti, realizzate a pezzi e poi cucite alla fine del lavoro. Le "knitter" di oggi preferiscono utilizzare altre tecniche per la realizzazione dei maglioni, per esempio cominciando dal collo e scendendo lungo il corpo e le maniche. Questa tecnica ha il pregio di far risparmiare filato e di poter modellare il lavoro seguendo la nostra corporatura, visto che si può provare il capo man mano che procediamo! Inoltre si risparmia sulle cuciture. Oppure si comincia dal basso, ma si lavora il maglione tutto insieme, grazie ai cavi lunghi dei ferri circolari.

Il knitting sta diventando un fenomeno di moda?
Molti stilisti ultimamente si rivolgono alla maglia realizzata a mano: hanno finalmente capito che un capo "unico" acquista un grandissimo valore e dona a chiunque un'aura di esclusività. Lavorare a maglia oggi è di moda come non mai: importanti attrici ed attori (Uma Thurman e Russell Crowe, tanto per citarne due) la usano per rilassarsi durante le pause nella lavorazione dei film, e questo momento di relax è stato paragonato alla preghiera o alla meditazione per lo stato di benessere che porta a chi la pratica. E, oltre a questo, alla fine di un'intensa sessione di "knitting" possiamo ritrovarci con dei meravigliosi capi d'abbigliamento. In rete ci sono, inoltre, moltissimi designer che, seguendo le ultime tendenze, creano dei maglioni che non sfigurerebbero in una sfilata d'alta moda: quindi non abbiamo più scuse per non lavorare a maglia!

Per lei, in particolare, che cosa significa lavorare a maglia?
Mi dona serenità, e vedere crescere il lavoro sotto le dita mi riempie di gioia. Quando poi mi viene un'idea per qualche progetto originale sono felicissima e voglio condividerlo gratuitamente sul mio blog per "sdebitarmi" di tutto quello che la maglia mi ha regalato. Lavorare a maglia mi permette di essere me stessa, in un modo gioioso, libero e leggero, come non mi succedeva più da tanti anni.

11 commenti:

airali ha detto...

È sempre bello leggerti. Complimenti Vale!

Tibisay ha detto...

Grazie Ilaria! Per me è stata una vera emozione (lo so, sono ripetitiva)...

crochetdoll ha detto...

Brava Valentina! Bellissima intervista, sagge parole e come sempre un pizzico di umorismo e autoironia, che non guasta mai!
Complimenti!

elena fiore ha detto...

Tutte risposte piacevolissime, che ho letto in una sorsata. We love, knit and crochet ;-)
Buona domenica, ciao
e°*°

Tibisay ha detto...

Grazie mille Luisa! Lo sai bene quanto mi piace scherzare!

Yes, we do, Elenina!

knitting bear ha detto...

Congratulazioni, l'intervista è molto interessante, ma permettimi un'osservazione. Sferruzzare da sole a casa non è out, a volte è necessario, se vivi in una città dove l'orso meno orso è proprio l'orso.

PaolaeMargherita ha detto...

Wow, sempre più famosa...tra un pò ci snobberai, sigh!
Non sapevo che quell'omaccione di Russel Crowe lavorasse a maglia nei momenti di pausa...mi fa un certo effetto pensarlo con gli aghi in mano.

Buona settimana!!!!

Tibisay ha detto...

@Knittingbear: eheheheh... in effetti dipende dalle circostanze, hai ragione! ma durante le vacanze natalizie sarai raggionta da una sferruzzante che vorrebbe tanto conoscerti: una genovese che vive a Trieste!

@Paola: ma va là!!! :)))

la.daridari ha detto...

brava Tibi, i tuoi lavori e il tuo stile meritano la giusta attenzione!
e complimenti anche x il tuo primo laboratorio... che periodo pieno di soddisfazioni!

knitting bear ha detto...

Wow, una genovese a Trieste... spero di essere in zona quando verrà!

Tibisay ha detto...

@Daria: si, è vero, ne sono proprio felice. E ogni tanto mi viene da chiedermi "ma sta succedendo davvero tutto questo?" :P

@Annalisa: speriamo, è molto simpatica! Se posso le do il tuo nome!