sabato 9 febbraio 2013

Aran, amore e fantasia: la Formula Magica (10)

Sotto questo nome raccogliamo tutti quei simboli più o meno "celtici" che non sono trecce ma un qualcosa di più... il loro significato è come una formula misteriosa che si ripete all'infinito, una specie di antico abracadabra irlandese.
La leggenda dice che fu rubata ai druidi e sembra che fosse per loro la formula magica della felicità. Ecco là.
Portano fortuna e gioia a chi le indossa.

NOTA BENE:
Quello che avete letto è una mia liberissima interpretazione dei motivi tipici Aran irlandesi.
C'è qualcosa di vero? Non credo, per scrivere questa serie di post mi sono molto liberamente ispirata a un numero della rivista RAKAM degli anni '80 (grazie Sonia), nonchè ad un libriccino irlandese prestatomi dalla mia amica Sabrina.
Per cui non ditemi "ma dai, non c'è nulla di vero, sono solo invenzioni". Lo so.
Ma ogni tanto mi piace sognare e credere che sia tutto vero, che il maglione farò aL Marito abbia una serie di significati bellissimi... e se volete, potrete sognare con me.

6 commenti:

Luisa F. ha detto...

Vero o no è questo quello che ispirano e sono davvero stupende.. mi sono sempre piaciute ma ancora non ho avuto ne il tempo se la forza di provare a farle... non sono una cima con le trecce... argh!

Tibisay ha detto...

provaci! magari non subito con queste che sono difficilissime, ma pian piano se ti cimenti vedrai che ce la farai! :)

Luisa F. ha detto...

arriverò anche a quelle prima o poi ;) grazie per il consiglio!

Tibisay ha detto...

:)

Ileana Pisanello ha detto...

Ciao, hai ragione questi punti e disegni fanno sognare. Storicamente i mille splendidi punti delle isole Aran erano inventati per contraddistinguere le famiglie, ogni famiglia aveva il suo disegno... un po' come uno stemma araldico. Erano simboli di appartenenza. Il che poi risultava anche molto utile in situazioni poco piacevoli, (non è una informazione allegra questa, ma è UNO dei motivi per cui questi punti sono nati) ovvero quando venivano recuperati i corpi dei pescatori dispersi in mare, poichè l'acqua non conserva bene i lineamenti e i vari pesci non aiutano, ma i maglioni facevano sì che fosse possibile quanto meno risalire alla famiglia.
Per il resto oggi rimane la poesia che suggeriscono, e il ricordo della durezza della vita, poesia anch'essa!

Tibisay ha detto...

Ileana, si, sono a conoscenza di questa piccola leggenda, viene menzionata anche in una tragedia di Ibsen!
Dove la moglie riconosce il marito dai calzini che indossa.
Ma lo sai che ho scoperto che non è vero per niente? È, cioè, un'invenzione ottocentesca... Ma non importa, perché sognare e cullar si in una bella storia e' bellissimo comunque!