mercoledì 20 luglio 2011

Io dico NO

Pochi giorni fa ho letto un post in un blog che seguo praticamente da sempre, quello di Elena Fiore. In questo post si parla di giornali, riviste, direttori senza scrupoli che ultimamente hanno preso l'abitudine di "reclutare" blogger e creative promettendo loro compensi che non hanno nessuna intenzione di devolvere e una famigerata visibilità.
Signore mie, chi di noi non cederebbe davanti alle lusinghe di persone smaliziate e senza scrupoli? A chi non piace la "vetrina"? Chi non vorrebbe vedere pubblicato un proprio lavoro? Chi, davanti alla concreta possibilità sventolata davanti al nostro naso, non farebbe un pensierino di creare una progetto tutto suo? E se poi ci viene detto che "il nostro compenso è la visibilità" ci accontentiamo pure, ci mancherebbe... fortunate noi che non dobbiamo addirittura PAGARE per avere questo privilegio!
Io che ne so? Beh, riguardo la creatività non molto, ma ricordate che sono un'ex-pittrice. E il mondo delle mostre è pieno di galleristi che insistono per farti pagare l'uso della sala, la pubblicità ecc. Magari non sarà bello sentirselo dire, ragazze, ma io lo grido lo stesso: SE IL VOSTRO LAVORO VALE, NESSUNO VI CHIEDERA' MAI DEI SOLDI IN CAMBIO, anzi, sarà ben lieto di pagare LUI voi. Certo il mondo editoriale è diverso, ma il principio è sempre lo stesso, se il vostro lavoro vale davvero dovete insistere per avere il dovuto.
Intendiamoci, io sono la prima a fare volontariato con il mio lavoro: insegno gratuitamente ai bambini ma questa è una MIA scelta, nessuno mi ha promesso nulla, nè visibilità nè tantomeno soldi. E poi, diciamoci, se uno lo cura, il proprio blog e il profilo FB, dopo un po' la pubblicità arriva. E gratis.
E so che alcune delle mie amiche vere o virtuali, come appunto Elena, Luisa, Daniela e Anna, pur facendo delle cose meravigliose, uniche e di grande valore, sono state letteralmente imbrogliate, chi più chi meno.
E allora, popolo del web, facciamoci sentire. Siamo tante, siamo incavolate, compriamo solo le riviste che trattano in modo degno e rispettoso noi creative. Chi tocca una di noi le tocca tutte, non vi pare? Fate girare la voce!

14 commenti:

Natascia ha detto...

condivido in pieno cara Tiby!

elena fiore ha detto...

Cara Valentina, stavo giusto prodigandomi per fare, un nuovo post colorato e frizzantino, e voltare, così, pagina su argomenti che mi hanno fatto riaffiorare il malumore per qualche giorno.
Mi permetto di fare chiarezza su qualche punto, dato che nel mio blog sono stata volutamente evasiva, e mi spiacerebbe si potessero fraintendere alcune cose.
La prendo alla lontana: una decina di anni fa, collaboravo per una testata che non c’è più e molti rimpiangono (compresa me). I lavori creativi venivano pagati.
Via via, che la rivista prendeva piede, però, molte hobbyste, gratificate dalla propria manualità, scrivevano al direttore se potevano vedere le loro creazioni pubblicate anche gratuitamente, per il prestigio di quella rivista, e nella speranza (ahimè vana) di poter di fare di quell’hobby, un lavoro.
Quando un direttore (non tutti, intendiamoci) si trova centinaia di lettere di gente disposta ad offrire gratuitamente del lavoro, comincia a dirsi “ma perché pagare dei collaboratori?”.
Il discorso può sembrare anche sensato per qualcuno, ma come ha scritto Rossana Mungai nel mio post (a suo tempo vice-direttore di Benissimo, per cui persona di esperienza) :
“Un giornale è frutto di un “progetto a tutto tondo”, è un serbatoio di “argomenti” studiati per il lettore cui è dedicato, al quale si deve assoluto rispetto e attenzione e che, a questo fine, coinvolge e impegna in un lavoro comune redazione e collaboratori. Pescare nel mucchio delle proposte trovate nel web, non vuol dire progettare il contenuto di una rivista, ma solo mettere insieme delle pagine”.

Ora, per venirne a capo, dico solo questo: tutte noi, amanti dei lavori creativi, sogniamo di campare di quello che ci sembra il nostro miglior talento.
Ma finché ci si offre gratuitamente, alimentiamo quello che sta diventando la” brutta usanza” che descrivo nel mio post. Se tutte, di colpo, si facessero retribuire per il loro talento, queste riviste sarebbero costrette a pagare...o, a chiudere.
Proseguo nel dire che poi ho lavorato per altre 2 testate. Con una di loro, inizialmente ho preso accordi che sono stati rispettati, poi le cose si sono incominciate ad ingarbugliare (alla mia puntualità nel consegnare un lavoro, non seguiva una puntualità di retribuzione...anche se poi, faticosamente, ho ottenuto il dovuto). Il mio amaro in bocca, come scrivo nel post, sta nell’aver proposto a loro una cara persona, che dopo 16 mesi, aspetta ancora di essere retribuita, e aspetta che qualcuno, si degni di rispondere alle sue mail di sollecito.
Poi ci sono tutta un’altra serie di cose che mi hanno rattristato, ma a chi di dovere, ho già detto senza tralasciare nulla.
Vorrei scrivere molto altro: da quanto paga una pagina un editore serio (come la testata di Dolce Attesa), ad altre cose legate alla “famosa visibilità”.
Occuperei troppo spazio e domani ho una sveglia alle 3.30 perché di decorazione non riesco a campare.
Ma non avendo scheletri nell’armadio, né nulla da nascondere o temere, se qualcuno volesse sapere altro, mi scrivesse pure via mail.
Mi scuso con Valentina, se magari mi voleva più agguerrita in questo post in cui mi ha dimostrato solidarietà, ma vengo da due giornate estenuanti dal punto di vista delle energie emotive profuse.
E mi scuso per eventuali errori o ripetizioni, ma ho la testa troppo pesante per rileggere il tutto.
Quando volete, e se lo vorrete, avrò una risposta per ogni domanda o approfondimento lasciato inevaso.
elenafiore@tiscali.it

Perline e bottoni ha detto...

Sono contenta che ci sia stata l'occasione per chiarire meglio le dinamiche editoriali ai più sconosciute. E sono d'accordo con te ed Elena: oltretutto spesso di nota proprio un pressapochismo nella realizzazione di cose che di creativo hanno davvero ben poco!

AnnaDrai ha detto...

Cara Valentina (oh come la canzone di Gazzè!), ti ingrazio per la solidarietà che non è affatto scontata :) Naturalmente concordo con tutto ciò che hai scritto, che ha scritto Elena ecc.
Il problema è già stato detto e ripetuto: siccome di questo lavoro creativo è difficile campare (anche se è il sogno di molte di noi) alcune sono allettate all'idea di apparire anche senza un compenso adeguato. Purtroppo è una vana illusione che l'apparire su una rivista porti celebrità e fama (nemmeno per le veline è ormai più così! hihihi :D)... le tirature delle copie di queste riviste sono sempre più basse e nessuno si sogna di contattarti perchè ha visto un tuo lavoro lì. Dona più visibilità un blog ben costruito e aggiornato.
Quindi la beneficenza è giusto farla a chi ne ha veramente bisogno, è stupido invece andare ad arricchire chi ha uffici in pieno centro ;)
Anni fa ho avuto modo di conoscere le dinamiche editoriali, anche se di altri settori. Forse non tutte sanno che credere di farsi pubblicità è insensato perchè da tariffario editoriale, un paio di pagine vengono pagate meglio di qualsiasi lavoro che potrebbero commissionarti.
Ho già scritto un papiro e mi fermo qui...
Non svalutiamoci perchè NOI VALIAMO!
baci

DaniVerdeSalvia ha detto...

Pochissimo da aggiungere a quanto tu ed altre ben più esperte e creative di me han già detto.
Io questa lotta la porto avanti dall'inizio del mio bloggare: il lavoro si paga, quando su di questo si lucra. La creatività non si svende!
Se si vuol fare beneficenza, non sia certo a pro di editori e testate.
Ragazze, creative, non sottovalutate il vostro lavoro, non abboccate a promesse di visibilità!

Grazie Valentina.
Dani

Tartamaca ha detto...

Quando compro una rivista ho sempre dato per scontato che i progetti fossero pagati...ora mi avete fatto aprire gli occhi e ho voglia di sapere meglio come stanno le cose. Se non altro per non gonfiare con i miei soldi le tasche di chi non rispetta i meravigliosi lavori altrui. Grazie...

Valentina ha detto...

Null'altro da aggiungere rispetto a quando detto dalle colleghe e, confermo, la mia notorietà non e' assolutamente cambiata da quando le mie creazioni vengono pubblicate. E' solo una soddisfazione personale, uno sfizio che mi sono tolta ma e' davvero un peccato se pensiamo quanto potenziale abbiamo che viene sfruttato!
Condivido!
Valentina

elena fiore ha detto...

Errata Corrige: Rossana Mungai, a Benissimo, è stata caporedattore, e non, come erroneamente ho scritto io, vicedirettore. Giustamente, ci teneva a precisarlo.
(l'avevo detto, che ieri sera, ero annebbiata da sonno e troppe energie profuse...).
:-)
Ciao, e°*°

try2knit ha detto...

Una nota azienda tempo ha interrotto un nostro contratto di fornitura per servizi. La scusa ufficiale è stata taglio budget. La ufficiosa? Hanno trovato chi si è offerto di fare tale lavoro GRATIS, per un anno. Non starò nemmeno a sindacare perché bisognerebbe preferire chi lavora per il vil danaro, perché mi sembra chiaro che ci metterà più professionalità, ma vi dirò: il vero problema non è chi decide di non retribuire (la nota azienda nel mio caso, le riviste nel vostro), ma di chi si offre come carne da macello. Purtroppo qui ogni professione è paese :(

Tibisay ha detto...

Care amiche, rispondo, per una volta, a tutte insieme e non singolarmente.
Sono contenta di aver sentito la vostra opinione. Per me è molto importante che le creative siano unite in questo pensiero anche se, come dice giustamente qualcuna di voi, se non ci fosse nessuna che si offre "aggratis", tutto questo problema sarebbe decisamente ridotto. E credo anche che sia responsabilità di chi è più esperto mettere in guardia rispetto a quello che potrebbe succedere, ad informare, insomma. In pratica, più se ne parla, di questa cosa, e meglio è.
Grazie a tutte di aver partecipato alla discussione!

elide1977 ha detto...

Mi è stato segnalato questo post e non posso che accodarmi al "dire no" allo sfruttamento della creatività! Ci sono passata anch'io, anche se in un contesto diverso, con la scusa di fare pratica e conoscere il mondo del giornalismo sono stata letteralmente sfruttata per quasi un anno.
Purtroppo capita molto molto spesso, e la prima volta è facile caderci, soprattutto se chi ti tende la trappola si propone con una professionalità di facciata che non ti fa presagire niente di losco.
PS: ho scoperto ora il tuo blog, molto interessante, lo seguirò spesso :-)

Tibisay ha detto...

Grazie mille anche a te per il tuo intervento e per la visita!!!

ஐLe Chicche di Dannyஐ ha detto...

Ciao
E' la prima volta che visito il tuo blog!!
Complimenti per tutto e per il tuo post!!..
Anche a me è capitato,condivido in pieno quello che hai scritto!!..Povere quelle che si illudono!!!
Salutissimi!!!
Denny*

Tibisay ha detto...

Grazie danny!