venerdì 23 aprile 2010

Post degli acquisti compulsivi, ma anche molto "Beads and Tricks", ma pure un po' fescion

Eccomi di nuovo qua, e in questo periodo non è nemmeno troppo scontato che ci sia... sono piena di cose da fare fin sopra ai capelli, sto lavorando ad un paio di progetti che presto vi farò vedere conclusi e ci si mettono pure i bambini, o meglio le maestre:"Dovrebbe portare entro domani mattina una t-shirt bianca"... che poi sarebbe come l'Araba Fenice: l'avete mai trovata voi una t-shirt bianca senza loghi, senza scritte, senza disegni nei negozi? Mah... vedremo come finirà, intanto io l'ho comprata su Opitec e le maestre aspettaranno un po'. E poi il trenino: da preparare con materiali esclusivamente riciclati, e ASSIEME ai bambini. Che poi sarebbe anche una buona idea, peccato che entrambi i miei figli abbiano la manualità di una melanzana e la velocità di un bradipo in letargo. Insomma, ho imbastito qualcosa con scatole e avanzi di stoffa e se non verrà troppo rivoltante lo posterò. Dopo aver finito di scrostare la colla dalla tavola di cucina, ridotta ormai ad una scultura postmoderna e materica. Ah, la maledizione della bricoleure... voler comunicare ai figli amore per il faidate e non raccogliere altro che mani sudaticce e sbuffi da locomotiva.
Insomma.
Così, per consolarmi, mi sono data agli acquisti. Complulsivi. Perchè un libro di maglia in inglese non basta mai e solo la carta di credito del Marito si frapponeva tra me e gli oggetti del desiderio. Ho vinto io, naturalmente.Nella gioia dell'apertura del portafoglio, mi sono finalmente concessa una cosa che volevo fare da tempo: comprare qualcosina da Alessia, una delle mie blogger preferite, l'Imperatrice del Magico Luppolo e la Dea degli Orecchini. Amo i suoi lavori, così morbidi, puliti, essenziali ed eleganti. Quindi, ecco due paia di orecchini (viola e celeste) che regalerò a due amiche veramente speciali e che mi faranno fare una figura splendida, entrambe amano il rame!E poi un regalino anche per me: una serie di segnapunti in feltro da urlo! Già immagino le signore inesperte e curiosissime, che incontro al venerdì mentre attendo che l'allenamento di basket di Leo finisca, che mi si avvicinano per chiedere delucidazioni... ed io potrò nuovamente maltrattarle senza pietà alcuna!!!
(Alessia, pietà, le foto sono orride, ma lo sai che sono negata!!!)E poi... ho finito un esperimento tratto da un libro di cui avevo già parlato qua, per la precisione si tratta del bellissimo Boutique Knits. Ragazze, il libro è meraviglioso e dà un sacco di spunti fantastici. Come primo esperimento mi sono cimentata con il "Sideways Grande Hat", che poi sarebbe "Cappello con Big Treccia di Lato" ma detto in inglese fa decisamente più effetto.Ed ora la mazzata finale, il post nel post che vigliaccamente nasconde un'animo modaiolo e frivolissimo (MA negherò decisamente che si tratti di un blog di moda). Ispirata dall'Armadio del Delitto e pensando effettivamente a lei, ieri, in occasione di una cena con le amiche, ho rispolverato un capo veramente molto vintage che non indossavo da parecchio tempo, una giacca di seta cinese degli anni '20 del secolo scorso. Fa parte di un completo che comprende giacca, pantaloni e canottierina ed è stato portato da un mio bisnonno Capitano di Lungo Corso direttamente da Shangai. Insomma, un capo di famiglia, dai. La qualità della seta non è minimamente paragonabile a quella che si trova ora, è davvero un altro pianeta. Il ricamo raffigura dei fiori di loto e dei draghi ed è, chiaramente, fatto a mano: in tanti anni non si è "tirato" nemmeno un filo! Ho abbinato questo capo così importate ad una semplice t-shirt bianca con una farfalla nera Max Mara Weekend, ad un paio di jeans Cerruti, a delle pump nere di camoscio, alla mia amatissima collana Chanel e ad una collana con pietre e vetri neri Antonello Serio.

lunedì 12 aprile 2010

Ecco che se ne esce con un'altra delle sue..

Con questi bei tempi primaverili e complice anche il distacco dall'avita genitrice, mi è venuta una voglia matta di riappropriarmi dei miei spazi e di fare un po' di cosette nuove... in previsione della Comunione del figliolo grande ho pensato di non spendere centinaia di Euro in boutique ma di confezionarmi l'abito da sola. Ma le stoffe non mi convincevano affatto. E allora, perchè non rispolverare un vecchio amore? Sto parlando del mio diletto, della mia passione, della mia croce e delizia: la pittura su seta. Ora. Visto che c'ero ho fatto un tutorial. Oh, che meraviglia, un tutorial di un hobby che nessuno conosce, che nessuno fa, a chi mai servirà? Pazienza, lo faccio comunque, la setta delle pittrici su seta annovera praticamente solo me (ah, e la Fata, anche).

Premettiamo un paio di cosette.
1: questa NON è una mia idea, ma della (semisconosciuta, ahimè) Sabine Bemmann, che mi ha fatto conoscere nel lontano 1999 la tecnica simultanea che è diventata il mio cavallo di battaglia.
2: questo non è un tutorial facile, da fare in mezz'ora: ci vuole un intero pomeriggio.
3: questo non è un tutorial pulito, di quelli che se ti vede il marito è contento perchè ti diverti. Per cui, mandatelo alla partita se lo volete fare, così non rischierete il divorzio.
4: questo è un totorial di quelli dove si lavora parecchio, per cui astenersi perditempo.
Bene, ora che vi ho fatto scappare tutte, la domanda è: perchè l'ho fatto?
Perchè voglio dimostrare che si può avere una stoffa di alta moda spendendo 20 Euro per i colori e 20 Euro per la seta.
E poi, ok, perchè sono un'esibizionista, ecco perchè.
Andiamo a incominciare.

Ecco quello che vi servirà: 4 vasetti di pittura per seta (solo questi, non altri, ma non li useremo tutti), 2 metri di chiffon di seta (solo seta pura, no acrilico, sennò fonde con il calore del ferro da stiro), acqua, contagocce... Attenzione, correzione!!! La seta che userete deve essere assolutamente chiara, meglio se bianca (o avorio, o panna, insomma, robe così); i colori per seta non sono assolutamente coprenti!!!... una tovaglia di plastica bella resistente messa in doppio per proteggere il piano del tavolo da lavoro, un ferro da stiro vecchio, brutto e scassato (perchè lo rovinerete parecchio, quindi non spendeteci una fortuna) ma assolutamente senza vapore, un sottopentola bello grande in legno o sughero, un asciugamano piegato più volte. E che non pensiate di recuperare queste due cose, sono destinate solo a quest'uso, da ora in poi, perchè si macchiano irrimediabilmente. Quella che vedete qua sotto è la mia attrezzatura, più volte usata, per cui SEMBRA sporca, ma è solo molto colorata perchè molto usata. L'ho detto per non sembrare una zozzona. E guanti di plastica.Assicuratevi di essere in prossimità di una presa elettrica, perchè vi servirà per il ferro. Su un lato lungo del tavolo preparate la postazione-stiro: sotto mettete il sottopentola, sopra l'asciugamano. Questi faranno da isolante per non stirare direttamente sulla tovaglia di plastica (e fonderla, chiaro).Bagnate abbondantemente la seta. Io ho tagliato due teli da 1 metro per 1 metro e 40 centimetri.Strizzateli bene.Sull'altro lato lungo del tavolo rispetto alla postazione-stiro (che vedete in alto della foto), disponete la seta "ammucchiata ma non troppo". Io ho disposto i due lati corti attaccati e poi ho ammucchiato la seta in modo più o meno ordinato, senza sovrapporla molto. Ma è questione di gusto personale.Preparare i colori sbattendoli bene. Io ho usato 4 colori, ma questa tecnica è molto valida anche con un colore solo, l'effetto è stupendo comunque.Con il contagocce distribuite la pittura sul tessuto. E qua: largo alla fantasia; io ho voluto creare un effetto sfumato dal rosa verso il grigio, ma voi fate come volete. Più il colore è mescolato, più sono le sfumature che si creano, più il tessuto verrà bello.Ecco la seta dopo l'applicazione dei due rosa. Siate generose e mettetene in abbondanza...... e qui siamo dopo l'applicazione del grigio. Come vedete ho messo del grigio anche sul rosa...... ed ecco i tocchi color mattone.Ora bisogna lasciar "fondere" il colore almeno un quarto d'ora. Questo passaggio è fondamentale, i colori saranno molto più belli così.Ora viene la parte divertente. Mettete i guanti di plastica per evitare di sporcarvi la mani, accendete il ferro e quando è caldo... si comincia!!! Queste sono azioni da fare abbastanza velocemente, ma niente panico, ce la farete. Ammucchiate sulla postazione-stiro un po' di stoffa ancora molto bagnata e...... pressatela con il ferro da stiro rovente. Sentirete lo sfrigolio della pittura che si asciuga, vedrete dei vapori che salgono verso l'alto e sentirete una gran puzza (ahem, a questo proposito, magari era meglio se dicevo prima di lavorare in un ambiente molto areato?). Vi sembrerà di aver combinato un gran pasticcio, ma non è così. Dopo un po' la stoffa si sarà asciugata e voi la dovrete staccare dal ferro perchè vi csi sarà attaccata. Anche ora si sembrerà di aver fatto un guaio, ma a bruciare è il colore, non la seta.
Ed ecco come si presenta la stoffa dopo appena un colpetto di ferro... vedete che disegni meravigliosi si creano quasi per magia?Continuate a trascinare piccole porzioni di stoffa sulla postazione-stiro e a stirarle, badando di formare molte pieghe e ammucchiamenti.Ecco come si presenta la stoffa stirata completamente, mica male, vero? Ma io non ero molto soddisfatta, volevo un effetto più deciso, un colore più vivo, così ho ripetuto l'intera procedura...... ho bagnato e ammucchiato la stoffa...... ho ridato il colore dove vedevo delle zone più chiare...
... ed ho ri-stirato.Alla fine del lavoro il ferro sarà ridotto maluccio: una crosta nerastra l'avrà ricoperto. Niente paura, è normale. Prendete uno sgrassatutto e, quando il ferro è ancora caldo, spruzzatelo sulla piastra. Poi potrete levare la patina con una spatolina da pittore. Ma non aspettatevi che il ferro torni come nuovo... e poi via!!! A pulire il disastro di colore che avrete fatto colare dappertutto.Comunque sarete premiate da un risultato da sogno. Meritava la fatica? Per me si.
Ora. SE qualcuna di voi avrà il coraggio di seguire il tutorial, sono anche disposta a darle un premio, e non sto scherzando.

mercoledì 7 aprile 2010

Ispirazioni: evviva le Vedove Nere

Eccomi a stretto giro di post per aggiornare le ispirazioni per l'estate, prima che diventi veramente troppo caldo e le mie non siano più anticipazioni ma realtà di fatto. Se qui avevamo parlato dell'abitino bianco, oggi cercherò di parlare dell'abitino nero. Si, quello. Proprio quello che ognuna di noi dovrebbe avere, che ti risolve le situazioni più imbarazzanti tipo: sono ingrassata e cerco qualcosa che "sfini", sotto il golfino multicolore cosa andrà, devo comprare il pane e la tuta non sta bene con il tacco 10 viola, ho ucciso il marito e ora che mi metto, mi ha invitato a cena l'amica del liceo e voglio sembrare una di mondo. Insomma. Un passpartout. Io personalmente ne faccio collezione, non ne ho mai abbastanza. Come la cioccolata, ma non divaghiamo.
MA quest'estate non c'è trippa per gatti, strapotere al bianco. Però io non mi arrendo, così ecco la selezione che ho (faticosamente) selezionato (oh, come mi piace: selezione-selezionato, avrò a disposizione 130 sinonimi e... niente...)
Per prima cosa sconvolgiamoci con questi modellini di Temperley. Sono bellissimi, direte voi. Ne convengo, dico io, ma li trovo piuttosto immettibili, ammenochè non siate uscite da un quadro di Klimt e viviate a Vienna nei primi anni del secolo scorso.Molto carino anche questo modello di Proenza Schouler, ma mi farebbe sembrare una tenda canadese... e noto che la modella non porta il reggiseno!!! Eresia!!!Ecco una bella idea, suggerita da Nina Ricci: abitino svolazzante con sotto leggins che mitigano l'effetto "prosciutto velato". Idea da copiare (e voi sapete che lo farò...). Per il resto... calziono di pizzo con scarpa con tacco??? Gli anni Ottanta sono finitiiiiiiiiii!!!Stupenda questa mise di Nina Ricci. Perchè sta così in alto della mia classifica di gradimento, allora? La sciagurata stilista la propone per l'estate. Con i guanti. Ecco: sebbene sia accusata di essere una feticista di guanti, scarpe e cappelli, non rischierei mai l'effetto zampone mettendo i suddetti guanti (lunghi, perdipiù) d'estate. Nina bocciata.Ecco qua quello che offre Max Azria: una cosa così, senza infamia e senza lode... però buona per andare a prendere il pane sotto casa.Lanvin non ha le idee molto chiare: il taglio è da giorno, la stoffa da sera, l'acconciatura della moglie del contadino, la lunghezza decisamente troppo corta. Mi lascia freddina.Con questo abito di Galliano non andrei a prendere il pane (ancora? Si, amo il pane), nè indosserei il cappello... però ha un certo non so che... mi piace, leggero, trasparente, se fossi anoressica e avessi 19 anni lo metterei di sicuro.Badgley Mischka ama il bon-ton. La lunghezza è perfetta. I decori mi lasciano un po' basita, non ce li avrei messi ma lo stilista, in fondo, è lui.Jil Sander: il perfetto abito nero da giorno: lineare, pulito, fresco e non banale, accessoriabile con qualunque cosa.Narciso Rodriguez o l'abito con le code: bellissimo, secondo me, anche sopra una maglietta a righe bianche e rosse e con un paio di leggins. Forse si è capito che lo indosserei.E qua: largo alla notte, al sogno, largo a Max Azria ed al suo abito semplicissimo tampestato di brillantini. Meraviglia. Per avere questo si può anche pensare di ammazzare il marito (gh gh gh... noooooooo caroooooo lo sai che ti amooooooooo=.Di Vera Wang un altro mio favorito, come resistere all'effetto plastron? Da copiare assolutamente (povera Vera).

martedì 6 aprile 2010

Giveaway "Facciamoci Belle"

"E' giunta l'ora!" Come diceva il buon vecchio Cappellaio Matto ad Alice.
Si, è giunta l'ora di fare un bel Giveaway a tema primaverile. Motivo? Potrei dire "Perchè mi va, perchè mi sento buona, perchè amo la primavera, i fiori, le colombe ecc." e tirarmela magari un po', ma NON lo farò. Si, perchè io ODIO la primavera (lo so, sono come il puffo Brontolone, oggi) e NON volevo fare un Giveaway di primevera, ma, il fatto è, non so come dirlo... sono emozionata... insomma, MamminaCara è andata a casa sua, il trasloco è completato ed io ho visto che fuori splende il sole, la vita è bella, ho di nuovo il posto dove cucire grazie agli sforzi sovrumani del marito che ieri ha rimesso la casa alla sua condizione primitiva. Insomma, potevo non festeggiare? E alla grande, direi anche...
Quindi, Giveaway con qualcosina che aspettava già da un pochettino per aiutarci con la nostra "Bellessa". Quale stagione migliore per farsi un bel peeling con un sapone naturale e con una salvietta di cotone crochettata a mano? Che poi, diciamolo, farsi queste cosine con qualcosa di unico fa molto "exclusive", "spa", "faigo".Tornando a bomba, ecco cosa c'è in palio: 5 (e dico 5!!!) salviette in cotone di vari spessori e realizzate in vari punti per meglio esfoliare la vostra delicata cute, 1 sapone di Aleppo all'olio di oliva e 1 sapone al propoli. Chi può partecipare? Tutti, basta lasciare un commento a questo post e linkare il Giveaway sul vostro blog. Certo, non è necessario avere un blog e linkarmi, ma mi farebbe molto piacere! Scadenza del Giveaway: 1 maggio!!!Orsù, che aspettate??? Partecipate!!!

lunedì 5 aprile 2010

Terapia di Gruppo "Knitter Anonymous": prima seduta, le Origini

Dopo aver letto questo post e aver riso fino alle lacrime ed allo sfinimento (da sola perchè nessuno in casa condivide il mio finissimo sense of humor), ho deciso di fare outing e di creare per me, per voi, per noi tutte la sede staccata per i Territori del Nord Est del primo gruppo di sostegno per Knitter Anonymous. Avrei potuto dire "Laniste Anonime", ma qui nel Nord est amiamo molto tutto ciò che ha un respiro internazionale... e poi Uma Thurman non sarebbe venuta altrimenti.
Il mio, in particolare, è un caso pietoso e particolarmente virulento della malattia. Ho iniziato a fare a maglia (ancora non era di moda) a 6 - 7 anni, istigata dalla nonna che, portatrice del morbo, si era messa in testa di fare un copritavolo formato da 1500 piastrelline di pizzo fatte a crochet. Ci ha messo 15 anni ma alla fine ce l'ha fatta. Nel frattempo sferruzzava tappetini per il bagno recuperando i vecchi collant, maglioncini di lana spizzosissima per la nipotina ("nonna mi prude!!!" "zitta, che è puralana e che titienecaldo"), calze gialle fosforescenti per la figlia ("mamma, mi prudono, e poi sono così grosse che non mi entrano le scarpe!!!" "quante storie, invece che essermi grata... senti che lamentele... e poi non chiedermi di farti più nulla, sai?") ed innumerevoli presine per il forno che finivano regolarmente bruciacchiate. Era un'amante sfegatata dell'uncinetto numero 0,01 e del cotone bianco e anche al mare portava un minisacchettino di tela così, quando io e mio fratello cominciavamo a sfornare torte e pizze di fango, lei iniziava a crochettare come se da lei dipendesse il destino del mondo.
Insomma, non avevo la minima speranza di salvarmi... già da piccolina, mentre le altre ragazzine si compravano i maglioncini da Benetton io creavo dei "modelli esclusivi" solo per me, formati da enormi rettangoloni con insiemi improbabili di trecce e punti riso che mi pendevano dalle spalle con un effetto che io insistevo "voluto". E così ho attraversato gli anni della mia adolescenza, dove, pian piano, ho capito che, qualche volta, i maglioni è meglio comprarseli quando esce la moda del momento e non indossarli un paio di anni dopo, quando le maniche pipistrello fanno ormai ridere anche i polli. Ovviamente non ho mancato di rendere gli altri partecipi delle mie creazioni, sfornando regali e regalini fatti a mano: sciarpe lunghe 3 metri talmente pesanti che ci voleva la carriola per portarle con disinvoltura, borse a bisaccia che avrebbero potuto contenere un elefantino di media taglia ma che, di fatto, non potevano contenere nemmeno un libro senza deformarsi irrimediabilmente e trascinarsi stancamente per terra, maglioncini di misura invevitabilmente sbagliata.
I miei sforzi, naturalmente, non venivano assolutamente capiti, con mia grande grandissima disperazione. Ricordo ancora, appena sposata, di aver lavorato circa un anno e mezzo ad un maglione per il mio giovanissimo ed aitante Marito. Un modello meraviglioso, in lana ecologica (una delle prime!!!) color nero e grigio melange, prudeva anche da lontano, stupenda: tutto lavorato a maglia rasata con il collo e i polsini lavorati a trecce. Bene, finalmente consegno la mia opera, la mia gioia, all'amore della mia vita, il quale indossa il capolavoro e ci sparisce dentro come Cucciolo. L'uomo ingrato si è sempre rifiutato di portarlo fuori di casa, e dentro, solo dopo molti ricatti. E solo per una banale questione di misure.

(Continua...)

giovedì 1 aprile 2010

Ci sono giornate un po' così

Ci sono giornate così così, uggioselle e fetenzuole, di quelle che ti svegli e fai fatica a tirarti su dal letto, di quelle che di notte hai sudacchiato e ora sei tutta appiccicosa, di quelle che il latte trabocca sul fornello e Il Marito di infastidisce e ti strapazza un po'. In queste giornate, per tirarmi su, di solito cerco di fare qualcosa di carino.
E allora. Mi sono inventata la "Giornata delle Consegne del Giveaway", così scritto in maiuscolo fa impressione e mi dà una cert'aria di importanza. Mi piace molto. Ok, fine della pausa.
La mattina, con i Nani Malefici al seguito (si, non si sono ancora redenti dalla montagna...) sono andata alla Posta per spedire la collana a Silvia ed ho preso il numeretto dall'apposita macchinetta. ORA. Non so da voi, ma qui ci sono 3 tasti: il tasto per quelli che hanno il conto (sempre con le ragnatele sopra), il tasto per quelli che devono spedire o ritirare lettere e pacchi e il tasto per tuttoilresto. ORA. Si dà il caso che io abbia preso un biglietto numero 2. E si dà il caso che (eccezionalmente) ci sia stata poca fila. ORA. Volete che una povera mamma appesantita da 4 borse della spesa che si sgola per richiamare i 2 figli che cercano di appendersi all'espositore dei giornalini da colorare per celebrare degnamente il primo giorno di vacanza non vada immediatamente alla sportello quando esce il suo (sempre benedetto) numerino? E, sempre per i succitati motivi, volete che la povera donna in questione non chieda timidamente se potesse, per piacere, pagare anche un conto corrente? Siorre e siorri della giuria, Ella ne aveva bisogno!!! Ella sapeva che non si poteva, ma ha DOVUTO farlo, pena il distacco di luceacquagas!!! Ella ha parlato pure a bassa voce!!! MA, nonostante tutte le cautele, Ella è stata udita.
E sono stata immediatamente attorniata da un manipolo di vecchiette che mi hanno cominciato a guardare con aria minacciosa e ad indicare con il bastoncino:"Essì, quando si è giovani non si ha rispetto per le regole..." "Cosa vuole che le dica, Signoramia, c'è GENTE che pensa di avere tutti i diritti" "Si, ha proprio ragione, sa? Per forza che c'è tanta fila, c'è GENTE che è nata ieri, e che pensa che gli anziani ormai non contino nulla" "Si, e queste stesse PERSONE non sanno nemmeno come si educano i figli, vede come penzolano dai tabelloni esplicativi? Ah, ma povere creature, mi fanno una pena..." Memore di altre volte, dove il rispondere ha causato una gragnuola di improperi DIRETTAMENTE (e non solo velatamente) rivolti alla mia persona, mi sono fatta scudo con i mie scimmieschi figli e sono fuggita, vigliacca e colpevole.
Bene, pensavo, mi consolerò pomeriggio. In effetti, per la consegna della vegancollana direttamente a mano, mi ero data appuntamento con Luisa al Caffè San Marco, un posto adorabile per un appuntamento molto desiderato. Ed in effetti è andato come speravo, un mare di chiacchiere, una globalissima Cocacola, libri di maglia sfogliati e scambiati... e ho ricevuto anche un regalo!!! Guardate cosa mi è spuntato sul dito!!!Tutto bene, quindi.
E invece no.
Quante volte pensate che mi veda con qualche amica da sola in un anno? Diciamo 4? Facciamo 5 per essere di manica larga?
Bene.
In questa ora e mezza, i Nani Malefici hanno avuto una tale nostalgia da dovermi telefonare. E ovviamente la mia MamminaCara alla quale erano stati affidati ha pensato bene di lasciarglielo fare (SI, se qualcuno se lo stesse domandano, SI, è ancora a casa nostra):"Mamminaaaaaaaa ciaosonoio... dove seiiiiiiii??? (lamento)" "Oh, Leo... ciao, sono... al Caffè con un amica, ma non preoccuparti, torno presto" "(lamento) Speriamo, eh... ma fra quanto torni?" "Ma fra poco, dai..." "Siiiiiii... (lamento) perchè io ho fatto un quadro per te... (singhiozzo soffocato)" Senso di colpa devastante "Oh, ma che bravo, che meraviglia, quando torno me lo mostri, ok?" "Siiiiii... ora ti passo mio fratello (notare la psicologia devastante del "mio fratello" e non "tuo figlio")"
"Sciau mama" "Ciao Riki piccolo, come stai?" "Io ho fato anche un cuadro pettè. Io fato due cuardi: uno fato io da solo, uno colLeo. Pecchè mama noccera." Stilettata al cuore, lacrimuccia all'angolo dell'occhio, senso di colpa che sale "Oh, ma che bravo che meraviglia, quando torno me lo mostri e poi lo appendiamo sul frigo" "Si, io fato cuadro co la colla. Poi appiccicato." "RIKI... vuoi dire che l'hai appiccicato sul frigo???" "Si, su frigo, colla colla. Molto bello."
Devo aver avuto un mancamento perchè il ricordo seguente è Luisa che mi sventolava con una copia di Reversible Knitting.